Arena di Verona: IL TROVATORE

IlTrovatore_040816_FotoEnnevi_0380_20160804.jpgE’ il 1954 e sul grande schermo viene presentato per la prima volta il film “Senso” di Luchino Visconti.
Il capolavoro viscontiano si apre con una sera alla Fenice di Venezia, dove si rappresenta il Trovatore di Giuseppe Verdi.
Il duetto tra Manrico e Leonora, fa sfondo ad una vicenda amorosa che si chiude in tragedia, parallelismo perfetto con l’opera del maestro Verdi.
Il 26 agosto 2016 (62 anni dopo) si chiude con lo stesso trionfale esito l’ultima replica del Trovatore all’Arena di Verona.
Per essere l’ultima replica il teatro veronese era più gremito di gente rispetto alle scorse tre recite, ed il pubblico è stato caloroso e festoso verso tutto il cast.

In ordine di apparizione in scena troviamo il basso russo Sergey Artamonov, che interpreta il soldato Ferrando. Ogni melomane che si rispetti conosce bene, se non a memoria, la famosa aria inziale di Ferrando “Abbietta Zingara”, che il basso russo ha cantato con espressività ed emozione. Per quanto riguarda la tecnica vocale Artamanov ha avuto qualche difficoltà: le agilità che si pretendono per il ruolo di Ferrando erano leggermente imprecise e la voce del basso era non molto voluminosa, per un grande spazio come l’Arena di Verona.
Per quanto riguarda la recitazione e i movimenti scenici nulla da ridire: il basso ha saputo creare il clima di un esercito di soldati ancora turbato dalla presenza fantomatica della vecchia zingara, bruciata anni prima sul rogo.
IlTrovatore_040816_FotoEnnevi_0880_20160804.jpgL’arrivo di Leonora lascia il pubblico con il fiato sospeso: è il soprano drammatico cinese Hui He che interpreta la giovane innamorata del Trovatore. La He è uno dei più grandi soprani verdiani attualmente in carriera, che ha interpretato una Leonora carismatica e passionale.
Voce grande e piena con una sfumatura bronzea ed ha saputo cogliere, nonostante le difficoltà e le asperità del ruolo, tutte le sfumature di un canto tendente al romanticismo. Il soprano cinese ha cantato benissimo la cabaletta seguente “Di tale amor, che dirsi” e ha dato prova di una grande fermezza vocale e di tecnica, indispensabile per un’opera di questo genere. Ricordiamo altri punti dove ha brillato particolarmente, quali il duetto insieme al Conte di Luna durante il IV atto e il terzetto insieme a Manrico e ad Azucena sempre nel IV atto.
Il pubblico, ha reso omaggio al soprano con lunghe standing ovation.

main.IlTrovatore_260816_FotoEnnevi399_20160826Possiamo, con molto orgoglio, elogiare il personaggio del Conte di Luna, interpretato dal nostro grande baritono italiano Simone Piazzola. Una voce di spicco tra i baritoni italiani di questo secolo.
Una voce presente e con pianissimi spettacolari: ha saputo dare sfumature e sfaccettature tutte nuove all’innamorato ed irato Conte di Luna. La tensione della vicenda passata si poteva tagliare con un coltello durante le note della struggente aria “Il balen del suo sorriso” e Piazzola ha saputo commuovere un’intera arena di quasi 10.000 spettatori, che lo hanno consacrato con urli e complimenti.
Una lieta sorpresa è stata il tenore turco, Murat Karahan, che interpretava il trovatore Manrico.
Primo debutto del giovane Murat all’arena di Verona: il pubblico curioso inizialmente lo ha poi subito accolto benissimo con una lunga serie di applausi e addirittura la richiesta di bis dopo la cabaletta “Di quella pira”.
main.IlTrovatore_260816_FotoEnnevi412_20160826Voce giovane e chiara, dove si sentono i colori dei tenori degli anni ’50.
Un Manrico sicuramente molto piacente nei modi, nella voce e nell’aspetto e già “osannato” anche qui in Italia. Qualcosa ci sarà ancora da migliorare nella dizione, ma il fraseggio è pulito e ordinato, farà sicuramente grandi successi nel futuro.
E ora passiamo all’indiscussa stella della serata: il mezzosoprano Violeta Urmana. Una grande cantante e una grande diva, che dopo aver cambiato spesso ruoli passando da Aida ad Amneris, ora è ritornata al repertorio del mezzosoprano verdiano. “Stride la vampa” è sicuramente una delle arie più famose di quest’opera e la Urmana, con la sua voce piena e con note gravi degne del contralto Marilyn Horne, ha fatto vibrare il teatro di forti emozioni. Un’Azucena mentalmente instabile, ma con un grande cuore, la Urmana ha coinvolto il pubblico, che ha percepito le emozioni della zingara, e l’ha acclamata moltissimo al termine.
Tra i ruoli di fianco, Cristiano Olivieri (Un messo), Victor Garcia Sierra (Un vecchio zingaro), Antonello Ceron (Ruiz) e Elena Borin (Ines).

main.IlTrovatore_260816_FotoEnnevi361_20160826Anche la direzione d’orchestra si fa coinvolgente e inarrestabile sotto la bacchetta del maestro israeliano Daniel Oren. Un veterano, per così dire, dei palcoscenici di tutto il mondo e sempre all’altezza della sua fama.
Per terminare, un commento all’immancabile Franco Zeffirelli, che come sempre ci ha fatto sognare.
Il maestro Franco Zeffirelli, con più di 65 anni di carriera, ha sfoggiato una delle sue più famose regie del Trovatore (andata in scena per la prima volta all’Arena di Verona nel 2002).
Una scenografia imponente, con pochi cambi scena, ma tante comparse, cavalli e arazzi, luci impeccabili e movimenti scenici senza pecche.
Come al solito il grande maestro è sempre apprezzato e applaudito, soprattutto nella sua terra natìa: l’Italia.
Un grande genio e un grande innovatore, che ci ricorda sempre il tocco di Luchino Visconti.
L’ultima replica di questo Trovatore, ha lasciato un senso di dolcezza nel pubblico areniano, una nuova esaltazione e un’estasi, che grazie allo splendido cast e alle musiche di Giuseppe Verdi, ha trasportato interamente l’Arena di Verona in questo melodramma di zingari, trovatori e amori impossibili.

Cornelia Marafante

Foto Ennevi

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3 pensieri su “Arena di Verona: IL TROVATORE

  1. Ayşe Öktem ha detto:

    Grazie Signora Marafante per votra evaluazione del spettacolo di 26 Agosto del’opera Il Trovatore. Mi dispiace pero dirvi che il tenore Murat Karahan non e Russo ma Turco. Dev’essere una lacuna. Murat Karahan e stato anche all’Opera di Bolshoi. Forse e per questo che lei avete creduto che sia un Russo. Amicalmente. Ayse Oktem

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