INTERVISTA A KETEVAN KEMOKLIDZE

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©Giorgio Tsaava

Ketevan Kemoklidze appartiene ad una grande schiera di cantanti georgiani che si fanno valere su tutti i palcoscenici del mondo. La Georgia ha una grande tradizione musicale, che rivive nella voce di Ketevan, in un repertorio che va da Mozart, al Belcanto italiano, fino a Verdi e Berlioz. Uno degli altri aspetti del mezzosoprano di Tiblisi particolarmente apprezzato è la presenza scenica, che le ha fatto guadagnare la partecipazione al film di Carlos Saura “Io, Don Giovanni”, premiato in molti festival internazionali, in cui ha interpretato il ruolo di Adriana Ferrarese (Donna Elvira). Stiamo parlando di una vera stella. In occasione della “Carmen” alle Terme di Caracalla (20, 27, 30 luglio/1, 4 agosto), abbiamo avuto il piacere di intervistarla, alle prese con una visione dell’opera di Bizet diversa dal solito…

'Cenerentola' Orchestra Tech 2 - March 18, 2013 -Innanzitutto, come ti sei avvicinata al canto?
Il primo ricordo che ho di me stessa è mentre sto cantando. Ricordo che cantavo sempre e siccome la Georgia è un paese con una vasta tradizione di canti, da bambina cantavo ad esempio con i miei nonni, oppure con mia sorella facevo dei duetti. Mi ha sempre affascinato il canto e il teatro, ma essendo troppo piccola non potevo partecipare a rappresentazioni o concerti…per questo quando a casa venivano degli amici dei miei genitori per delle occasioni, io mi vestivo da zingara, suonavo il tamburello e cantavo. I miei genitori decisero però di farmi studiare il pianoforte; ho studiato questo strumento per dieci anni e lì cantavo nel coro, dove sempre facevo le parti da solista. Un giorno, durante un concerto, una signora seduta accanto a mia madre le disse che avevo una bella voce, che probabilmente avevo più talento di quanto sembrasse. Così mia madre mi portò dalla mia insegnante e iniziai a studiare canto.

19720532_1512364972140176_1827487794_oCosa rappresenta l’Italia nella tua carriera?
L’Italia per me è stata come una casa: dalla Georgia sono arrivata qui grazie al concorso di Belvedere e ho studiato all’Accademia della Scala. Da quel momento l’Italia è stato un paese molto importante per la mia carriera. È molto bello come il popolo italiano, che sa veramente che cos’è l’opera, mi abbia “permesso” di ricoprire ruoli importanti nei teatri più importanti d’Italia; è come se mi avessero affidato un pezzo del loro cuore, perché nonostante l’opera in Italia non sia più popolare come una volta, questa musica scorre nel sangue dei suoi abitanti.

 

Rosina at LiceuAbbiamo notato come il tuo repertorio spazzi da Rossini a Bizet. Quale autore senti più nel tuo cuore?
Forse Donizetti, perché penso che in questo compositore ci sia tutto e ha un linguaggio musicale molto autentico. Mi piace sia come ascoltatrice che come cantante, ad esempio in “Lucia di Lammermoor” non c’è niente per mezzo soprano ma è un’opera che mi piace molto ascoltare.

Come ti trovi a lavorare qui a Roma? Benissimo! A me piace questa città, il teatro…è la seconda volta che sono stata invitata grazie al Maestro Alessio Vlad (NDR: Direttore Artistico del Teatro dell’Opera di Roma) e sono veramente felice ed onorata perché da bambina, quando vedevo i concerti dei Tre Tenori a Caracalla, non osavo nemmeno sognare di poter cantare tra queste rovine. Sono grata per la possibilità di cantare qui.

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©Irma Sharikadze

Com’è la tua Carmen? Descrivicela….
Io ho cantato tante volte Carmen e ogni volta penso di aver fatto tutto, e di non poter fare una Carmen diversa. Poi arrivo e scopro un nuovo carattere di questa donna, come noi: nella vita ogni giorno scopriamo una nuova sfumatura della nostra personalità e così anche lavorando sui ruoli, ad esempio ora la mia Carmen è molto differente dalle Carmen che ho fatto di solito. Non vive a Siviglia ed è una ragazza moderna, una donna che potremmo vedere per strada o sul bus, con un paio di shorts e un top. Comunque i temi della trama sono sempre gli stessi, come la libertà delle donne, molto importante in un periodo come questo.

Film by Carlos SauraCome funzione per te il calarsi in un personaggio?
Se il personaggio è storico inizio a leggere quello che è possibile trovare, le opere d’arte che hanno parlato di quel personaggio: quadri, libri, musica, danza…poi la cosa più importante che suggerisce il carattere di un personaggio è la musica. La genialità dei compositori sta nel rendere il carattere del personaggio attraverso la melodia, ma anche sicuramente i libretti scritti da artisti geniali.

Tu hai anche recitato in un film, “Io, Don Giovanni” di Carlos Saura. Qual è la differenza tra seguire un regista in teatro e uno davanti alla macchina da presa?
Io penso che sia più facile il cinema rispetto al teatro. Il teatro è come la vita: si ha una chance e si deve utilizzare quella. Mentre nel cinema c’è tanto tempo da dedicare ad ogni scena che, se sbagliata, si può ripetere.

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©Nakani

Quali sono i tuoi riferimenti come ascoltatrice? Quali sono i cantanti che più ami del passato o del presente?
Tra i cantanti attuali, Mariella Devia. Ho avuto un gran piacere di cantare con lei a Madrid nella produzione di Norma in cui debuttavo il ruolo di Adalgisa. Del passato mi piacciono molto Giulietta Simionato, Renato Bruson…ma la cantante che mi porta in un altro mondo è Jessye Norman: sono una sua grande fan, quando canta sembra che la sua voce venga da un altro universo. Infine ammiro, come musicista e cantante, Domingo che con il suo progetto “Operalia” dà la possibilità a molti giovani artisti di lanciarsi per iniziare una buona carriera.

Prossimi impegni?
Mi aspetta “La Tempestad” di Chapí al teatro de La Zarzuela a Madrid: sarò la prima georgiana che canta la zarzuela al teatro della Zarzuela! Ci saranno ancora gli autori che amo come Donizetti e Bizet, ma anche Prokofiev, Verdi e Rossini.

Ketevan by Irma Sharikadze 3 web

©Irma Sharikadze

Quali consigli dai ai più giovani che intendono intraprendere una carriera musicale?
Penso sia difficile dare dei consigli precisi, perché la nostra vita spesso è fatta di decisioni prese in un determinato momento. Io quando lavoro con i cantanti oltre a dare consigli tecnici, dico che l’importante è essere molto intelligenti oltre che avere talento; è necessario essere razionali nelle scelte che si prendono. Bisogna inoltre avere pazienza ed essere gentili, sempre.

Grazie a Ketevan Kemoklidze e In bocca al lupo!

Sara Feliciello e Paolo Mascari

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