Teatro Filarmonico di Verona: I CAPULETI E I MONTECCHI (21 febbraio 2017)

16976549_1372072782836063_1742755490_nSembra sempre che Bellini sia un figlio minore della tradizione melodrammatica italiana, anche considerando l’attenzione minimale che i teatri gli riservano rispetto ad altri autori. Influisce anche il fatto che se per Donizetti per esempio esiste un Festival che ne rimette in scena i titoli rari ed esegue un lavoro di ricerca e filologia sui titoli del catalogo, per Bellini non esiste nessuna manifestazione di questo tipo, e quindi lo fa rimanere nell’ombra, un’ombra che di certo non meriterebbe. Questo lo diciamo anche a giudicare dal poco pubblico che Il 24 aprile ha assistito alla seconda recita de “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini al Teatro Filarmonico di Verona, che vedeva schierata una compagnia alternativa di ottima efficacia. Probabilmente l’orario della rappresentazione non è comodo (ore 19), perché non vogliamo pensare che questo Bellini, con un titolo che è anche legato a Verona, sia di scarso interesse per il pubblico. Comunque dopo l’entusiasmo della prima (qui la recensione), la seconda recita è stata accolta da un caloroso successo.

16934132_1372072762836065_1684328159_nLo spettacolo di Arnaud Bernard ripreso da Yamala-Das Irmici, con le scene di Alessandro Camera e i costumi di Maria Carla Ricotti si riconferma elegante, efficace e di ottima presa sul pubblico, delineando senza sbavature una vicenda che non ha nella drammaturgia il suo punto focale. Probabilmente per un problema tecnico, nel finale non abbiamo visto la grande cornice dorata che immobilizza i Capuleti e i Montecchi attorno ai corpi esanimi di Giulietta e Romeo, con un impatto suggestivo.

La direzione di Fabrizio Maria Carminati si conferma di ottimo livello, per cura del fraseggio e di accompagnamento. Come sempre ottimo il coro diretto da Vito Lombardi.

16924023_1372072786169396_1944662368_nNei ruoli di Cappellio e Lorenzo si riconfermano Luiz -Ottavio Faria e Romano Dal Zovo, soprattutto quest’ultimo offre una prova assolutamente rilevante.

Nei panni dell’ingrato ruolo di Tebaldo si misura Matteo Falcier, che con una voce di buon timbro supera tutti gli ostacoli diligentemente.

Rosanna Savoia è una brava Giulietta, dalla voce dolcissima e candida. La sua protagonista è timida, schiva (forse un po’ troppo) e in qualche momento ci ha fatto pensare ad Amina de “La Sonnambula”.

16976634_1372072756169399_764755602_nLa vera sorpresa è stata Alessia Nadin nei panni di Romeo. Avevamo lasciato il mezzosoprano come eccellente Seconda dama in “Die Zauberflöte” e l’abbiamo ritrovata intensissima in questo Romeo, teatralmente spavaldo e vocalmente praticamente ineccepibile.

Francesco Lodola

Verona, 21 febbraio 2017

Foto Ennevi per Gentile concessione Fondazione Arena di Verona

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