INTERVISTA A DONATA D’ANNUNZIO LOMBARDI

donata_dannunzio_lombardiDonata D’Annunzio Lombardi è una grande Signora della scena, artista che crede fino in fondo nei personaggi che interpreta e li vive in tutte le loro sfumature, rendendoli unici e indimenticabili. In questi giorni è Liù in “Turandot” al Teatro Filarmonico di Verona, e abbiamo avuto l’occasione per poterla incontrare e parlare con lei dei suoi personaggi, in particolare del suo speciale rapporto con Puccini…..

Innanzitutto, come ti sei avvicinata al canto lirico?
Ho avuto la fortuna di essere nata e cresciuta in un’atmosfera familiare in cui la musica è sempre stata presente insieme all’amore per la letteratura. Questo è stato un ottimo binomio affinchè io mi innamorassi dell’opera lirica, che ho cominciato a seguire già a soli tre anni, vedendo ed ascoltando “La Bohème” di Giacomo Puccini.
Il tuo percorso inizialmente ti ha visto allieva di danza di Liliana Cosi. Ciò ha condizionato la tua formazione canora, sia in fatto di disciplina che di approccio alla scena?

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Aida nell’allestimento di Franco Zeffirelli

Il balletto classico ha rappresentato l’altra mia grande passione che ho coltivato fino ai vent’anni. Il rigore, l’accanimento, la perseveranza negli esercizi che formano un ballerino sono stati alla base di un metodo che anche nel canto si è rivelato indispensabile, soprattutto per quanto riguarda la capacità di esercitare le sensazioni del corpo e le percezioni della mente. Naturalmente l’eleganza e il portamento che quest’arte può comunicarti ed insegnarti, insieme all’indissolubilità del movimento con la musica, rappresentano un vero e proprio “imprinting” che ti accompagna e ti porti per sempre sulla scena, anche nell’opera lirica.

 

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Contessa ne “Le Nozze di Figaro” al Teatro dell’Opera di Roma

Il tuo repertorio è molto vasto e soprattutto è molto eclettico (da Musetta de “La Bohème”, la Contessa de “Le nozze di Figaro”, Liù in “Turandot”, fino a “Maria Stuarda”, “Madama Butterfly” e “Adriana Lecouvreur”). Come riesci ad equilibrare le tue diverse anime musicali? 

Preferisco pensare che l’anima sia una, ma prismatica. Sono per mia natura curiosa e bramosa di comprendere anche le altre possibilità di vita. L’opera lirica in questo ci permette dei viaggi straordinari. Certamente occorre una vocalità che non si esponga per natura a certi eccessi, quindi non si può essere un soprano drammatico per cantare “L’elisir d’amore”, e nè un soprano troppo leggero per cantare “La Gioconda”, però mi ritengo fortunata di essere nata con una voce di soprano lirico puro e nel tempo, con il passare degli anni, di aver potuto per questo motivo visitare tanti ruoli, dai più elegiaci ai più appassionati e drammatici. Questo grazie ad una maturità, ad una salda tecnica muscolare che lo deve consentire, insieme ad una spontaneità e naturalezza.

 

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Magda ne “La Rondine”

Puccini ha avuto un ruolo fondamentale nella tua carriera fin dall’inizio….cosa ti lega a questo compositore?
Puccini è un luogo della mia anima. Quando lo studio, apro e chiudo porte di una dimora che conosco e riconosco. Il suo essere compositore teatrale mi incanta e mi conduce sempre a spogliarmi del mio ego e attraverso un meraviglioso gioco di sottrazione, mi conduce a rivelare solo le sue immense creature mosse dalla sua vena compositiva e dai sentimenti e temi, principalmente l’amore e la morte.
Madama Butterfly è il tuo cavallo di battaglia…cosa c’è della tua personalità in questo personaggio che ti permette di immedesimarti totalmente?
Mi piacerebbe somigliare a Butterfly nel suo essere inossidabile, nel suo essere fanciulla eternamente sognatrice, coraggiosa, capace di essere “rinnegata e felice” nel suo solo sogno. Dopo tutto sappiamo che ci riesce anche nella sua stessa morte, che la trasfigura ma non la sconfigge mai. Grazie a questo ruolo, insieme a Suor Angelica e Liù in “Turandot”, Mimì ne “La Bohème” e Magda de “La Rondine”, ho ricevuto il prestigioso premio “Albo D’Oro Puccini”.

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Madama Butterfly a Torre del Lago

La tua Liù ha brillato più volte nelle notti di Torre del Lago, ha segnato il tuo ritorno all’Arena di Verona e ora ti vede protagonista al Teatro Filarmonico ….è il ruolo di quest’opera che sa muovere più di tutti il cuore del pubblico…qual è il segreto di quest’ultima creatura pucciniana?
Il segreto di Liù è la nudità di Puccini, che moribondo, dalla sua sedia girevole, si piega sulla partitura incompiuta, come la sua vita. Credo che Liù sia il testamento che lo accompagna fino a Bruxelles, “Liù bontà…..poesia”. Se si capisce questo l’universo intero piange le sue stesse lacrime. A Torre del Lago accadono cose energeticamente magiche. Devo molto a questo teatro e al luogo dove è sepolto Puccini. L’Arena è meravigliosa e mi porta indietro con i secoli. Dà i brividi attaccare un suono davanti a quindicimila anime che respirano con te.

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Liù in “Turandot” nell’allestimento di Franco Zeffirelli

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
Prossimamente sarò Nedda ne “I Pagliacci” sempre al Teatro Filarmonico di Verona. Subito dopo farò il mio debutto come “Manon Lescaut” a Livorno. Poi sarò ancora Mimì a Torre del Lago, Butterfly a Firenze, “Adriana Lecouvreur” a Pisa, Livorno e Rovigo e Aida a Liege. Avremo anche un futuro debutto incredibile, a Tenerife, in un ruolo straordinario, che ancora non sveliamo, che stabilisce veramente un lungo ponte rispetto ai miei esordi. A presto e Grazie!

Grazie a Donata D’Annunzio Lombardi e In bocca al lupo! 

Francesco Lodola

 

 

 

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DONATA D’ANNUNZIO LOMBARDI

Premiata con l’Albo D’Oro Puccini per i ruoli di Mimì, Magda, Liù, Cio-Cio-San, Suor Angelica. È oggi riconosciuta come una delle maggiori interpreti pucciniane. Il suo repertorio elenca anche Maria Stuarda, Belisario, Otello, Il viaggio a Reims, La Traviata, L’Incoronazione di Poppea, Les mamelles de Tiresias e La damoiselle élue di Debussy. Si esibisce nei più prestigiosi teatri in Italia e all’estero, Teatro alla Scala, Teatro Regio di Torino, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Regio di Parma, Teatro San Carlo di Napoli, Opernhaus di Zurigo, Theatre des Champs Elisèes, Theatre du Chatelet, Staatstheater di Stoccarda, Mann Auditorium Tel Aviv. Ha collaborato con Direttori quali D. Oren, B. Bartoletti, Z. Peskò, J. Tate, R. E. Pidò R.Abbado, L. Maazel e P. Domingo; e con registi come F. Zeffirelli, J. Savary, W. Decker e P.L. Pizzi. Tra i numerosi premi assegnati, ottiene il Primo premio assoluto al concorso internazionale dedicato alla musica da camera di Francesco Paolo Tosti, di cui la D’Annunzio diventa una delle più eleganti e preziose interpreti riconosciute dalla critica, in numerosi concerti da camera, tenuti in Giappone, Stati Uniti e presso il Teatro alla Scala,Les Victoires de la Musique Classique, accanto a J.C. Malgoire per la purezza delle sue esecuzioni Mozartiane e per la Messa in Si minore di Bach, Premio della Critica Domenico Danzuso, Premio migliore cantante dell’anno 2012 al Festival Donizetti. Tra gli impegni recenti e futuri Otello di Verdi e Suor Angelica al Teatro Carlo Felice di Genova, il debutto americano al Michigan Opera Theater di Detroit come Liù e Cio-Cio-San; il debutto della Contessa ne Le Nozze di Figaro al Teatro dell’Opera di Roma e Cio-Cio-San al Caracalla; Adriana Lecouvreur, L’amico Fritz, ancora Madama Butterfly presso Torre del Lago e Liù nella Turandot all’Arena di Verona. La sua attività musicale è affiancata dalla ricerca culturale e musicologica; consegue la laurea in Storia della Musica con lode presso l’Università “La Sapienza di Roma con una tesi sul fraseggio di Puccini e successivamente la laurea in Psicopedagogia, sempre con lode, presso l’Università degli studi di L’Aquila, con una tesi sulle distorsioni percettive nel mondo dell’opera lirica. È membro onorario dell’istituto nazionale tostiano, con il quale collabora, accanto a Isabella Crisante, mediante l’associazione D’altroCanto, dedita all’educazione e formazione tecnico vocale,di centinaia di giovani talenti.

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