Teatro Regio di Torino: Samson et Dalila

4_sansone-e-dalila_de-anaAl Teatro Regio di Torino è tornato in scena “Samson et Dalila”, titolo che mancava da diciannove anni, quando fu rappresentato in una grandiosa produzione firmata da Luca Ronconi, con José Cura e Carolyn Sebron nel ruolo dei due protagonisti.

Secondo titolo della stagione 2016/2017 ed ultimo titolo operistico dell’anno (seguiranno, nel mese di dicembre, per il progetto musical “West Side Story” di Bernstein, ed il balletto “La bella addormentata” di Čajkovskij) l’opera-capolavoro di Camille Saint-Saëns è stata un ritorno, quindi, molto atteso che ha pienamente soddisfatto il pubblico torinese.

1_sansone-e-dalila_de-anaL’allestimento, frutto di un’esclusiva coproduzione iniziata l’anno scorso tra il Regio ed il China National Centre for the Performing Arts di Pechino e che ha permesso la realizzazione di spettacoli ad altissimi livelli qualitativi, è stato ideato dall’argentino Hugo de Ana, uno dei registi più geniali d’oggi, che per quest’opera ha firmato regia, scene e costumi.

De Ana ha ricreato un ambiente monumentale, atemporale, molto suggestivo e sfarzoso, senza mai cadere o anche solo avvicinarsi all’eccessivo ed al kitsch; la modernità è stata indubbiamente un’elemento caratterizzante fondamentale, ma sempre (per fortuna) nel pieno ed essenziale rispetto della musica e del libretto, e ciò fa capire quanto a fondo il regista conosca l’opera ed il suo mestiere.

7_sansone-e-dalila_de-anaIl filo conduttore dell’opera, ossia il conflitto tra religione e amore e lo scontro tra Ebrei e Filistei, viene accentuato dai costumi: estremamente semplici e grigi per i primi, accesi da colori profondi e sfarzosi per i secondi.

I tendaggi, le colonne, i grandi lampadari pendenti, gli abiti, sono tutti elementi che hanno contribuito all’eleganza ed alla sensualità di questa scenografia, così come le luci di Vinicio Cheli e le proiezioni video di Sergio Metalli hanno contribuito a caratterizzare l’ambiente con un forte tratto fiabesco e orientale.

Per quanto riguarda il lato musicale, l’orchestra del Regio, in ottima forma, è diretta dal Maestro Pinchas Steinberg che offre delle sonorità meno tese e meno alla ricerca di “colpi di teatro”; emerge infatti la visione, da parte del direttore, di una forma quasi oratoriale dell’opera.

2_sansone-e-dalila_de-anaIl Maestro Claudio Fenoglio dirige il coro, grande protagonista all’interno del Samson et Dalila, eccezionale come sempre nell’interpretazione ed in particolare nella cura delle dinamiche.

Daniela Barcellona, mezzosoprano triestino, interpreta per la prima volta il ruolo di Dalila proprio in questa produzione; un debutto importante per l’artista, che ampia il suo repertorio con un grande salto di diversità rispetto ai ruoli che canta più frequentemente e rispetto ai panni in cui più spesso siamo abituati a vederla calata. Un debutto importante dunque e che soddisfa ampiamente i presenti in sala: dalla sua interpretazione non emerge pur tanto la sensualità del personaggio, quanto il suo essere fiero della sua appartenenza ai filistei, il suo essere autoritario, spregevole, e se vogliamo anche cinico. Vocalmente, la Barcellona può far sfoggio di un notevole controllo del fiato che le permette di creare dinamiche da modello, e di un timbro vellutato e molto esteso, che la mette perfettamente a suo agio sia con le note acute sia con quelle gravi.

8_sansone-e-dalila_de-anaSansone è invece interpretato da Gregory Kunde, visto e sentito l’ultima volta al Regio nel ruolo di Otello (Verdi). Il tenore statunitense, che sta vivendo in questi ultimi anni una seconda giovinezza, ha dato prova delle sue grandi doti interpretative ed espressive, della sua importante presenza scenica, e dell’intelligenza nel misurare le forze per mascherare al meglio le piccole crepe che a 62 anni, e dopo un repertorio così pesante, si possono considerare quasi inevitabili. Crepe che vengono comunque facilmente coperte da un’interpretazione complessivamente ammirabile.

6_sansone-e-dalila_de-anaClaudio Sgura interpreta il sommo sacerdote di Dagon. Il baritono pugliese fa sfoggio di una grande presenza scenica, dovuta in parte sicuramente alla sua imponenza fisica, e ad un notevole volume vocale assai ben gestito.

Completano correttamente il cast il basso Andrea Comelli nel ruolo di Abimélech; il basso Sulkhan Jaiani nel ruolo di un vecchio ebreo; il tenore Roberto Guenno nel ruolo di un messaggero filisteo; il tenore Cullen Gandy ed il baritono Lorenzo Battagion rispettivamente nel ruolo del primo e del secondo messaggero.

3_sansone-e-dalila_de-anaAlla fine dell’opera il pubblico tributa un grande consenso per il direttore e per tutti gli interpreti, in particolare per i protagonisti dell’opera.
È stata, questa, una produzione che verrà sicuramente ricordata, e che, personalmente, spero di rivedere in future stagioni.

Stefano Gazzera

Torino, 26 novembre 2016

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