MASTERCLASS DI BRUNA BAGLIONI A VERONA: I segreti del canto all’italiana

37449_128913147145129_563968_nIl Masterclass è un momento nel percorso di un cantante per potersi confrontare con personalità del mondo della lirica, che donano la loro esperienza e svelano i segreti della loro arte. Tra il 25 e il 28 novembre 2016 si è svolto a Verona il masterclass di Bruna Baglioni, ospitato nella sede dell’ALIVE, Accademia Lirica Veronese.
Il nome di Bruna Baglioni è uno dei più fulgidi nella storia della lirica, per la sua grande carriera, che l’ha portata ad essere un’interprete di riferimento per molti ruoli del repertorio mezzosopranile, Eboli nel “Don Carlo” , Santuzza in “Cavalleria Rusticana” e Amneris in “Aida”, ruolo che l’ha vista trionfare all’Arena per moltissimi anni. Bruna Baglioni è una leonessa, e ancora poche settimane fa è tornata sul palcoscenico, a Sassari, per riportare in scena la sua Ulrica di “Un ballo in maschera”, a quarantuno anni dal suo debutto nel ruolo, proprio in questo teatro, colpendo per la voce ancora intatta, immacolata e fresca, dimostrazione della tecnica perfetta e della grande intelligenza nel saper amministrare le proprie doti.
Quello che però colpisce della Baglioni insegnante è la grande umanità, l’amore per la voce e per i giovani, i suoi incoraggiamenti a non mollare mai, a sapersi adeguare ai cambiamenti della voce e a esserne le sue ancelle, come direbbe Adriana Lecouvreur. Una frase mi ha colpito personalmente, il primo giorno di lezioni: ” Non mi considerate come una maestra. Sono una cantante, che conosce i problemi che si possono avere e che è qui per aiutarvi a risolverli”.

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Ulrica in “Un ballo in maschera” – Sassari, 2016

Grande attenzione era posta alla parola, alla sua giusta accentazione per far sì che il canto da tecnicamente corretto, arrivi ad essere espressivo, concetto alla base del canto all’italiana, purtroppo in via di estinzione. La signora Baglioni mostrava che la tecnica e il canto in generale, sono come la matematica: c’è un solo modo di ottenere dei risultati e l’interpretazione deve essere un fattore aggiunto, frutto della propria personale sensibilità, ma che si può costruire solo con la solidità musicale e tecnica.
Il 28 novembre gli allievi si esibivano in un concerto finale, al quale alcuni hanno dovuto rinunciare per problemi di salute.

Norma Raccichini nell’aria da “La Rondine” di Giacomo Puccini (“Chi il bel sogno di Doretta…”), mostra doti di soprano lirico puro, che se coltivate, potranno dare buonissimi frutti.

Marzia Saba Rizzi era una Lucia di Lammermoor molto delicata in “Regnava nel silenzio…quando rapito in estasi” e una Violetta di bella espressività nel difficile finale del primo atto de “La Traviata”. In entrambe le arie mostrava una voce aggraziata, che si esaltava nella fascia acuta e sovracuta.

15293212_1269827133060629_152690629_oSoo Yeon Lim è una voce di soprano di coloratura dal timbro pieno anche nel centro, che mostra notevoli qualità espressive. Forse manca di un po’ di italianità nell’emissione, ma ci ha conquistati per la solarità della sua Amina, nella prima aria da “La Sonnambula” (“Care compagne….Sovra il sen..”).

Federica Frasson ha una voce di soprano lirico, di bel timbro e di buon volume, e con buone capacità drammatiche, che sa tirare fuori in una elegante esecuzione di “Morrò, ma prima in grazia” da “Un ballo in maschera”.

15310954_1269827079727301_698412481_oEnivia Muré è una voce di soprano lirico, tendente allo spinto, che sa padroneggiare perfettamente dolcissimi filati e drammatici affondi. E’ una dolcissima, ma determinata Madama Butterfly (“Un bel dì vedremo”) e un’altrettanto passionale Tosca (“Vissi d’arte”). Inoltre è anche teatralmente molto intensa e partecipe.

L’unico uomo della serata era Claudio Rocchi, voce tenorile di grande liricità e di bellissimo timbro “antico”, che donava un Cavaradossi e un Calaf molto poetici (“E lucevan le stelle” da “Tosca” e “Nessun dorma” da “Turandot”). Ci auguriamo di poterlo sentire presto in ruoli come il Duca di Mantova in “Rigoletto” e perchè no, anche in un bel Nemorino de “L’Elisir d’amore”, come facevano i tenori lirici italiani dell’età d’oro.

 

15095464_1162777403758693_387540511240134189_nAl pianoforte Angelina Kim, artista che collabora con il Maestro Bonaldo Giaiotti e corrispondente italiano per Sugi Opera di Seoul, che ha accompagnato i cantanti con grandissima eleganza. Inoltre nelle giornate di lezione è stata fondamentale nel dispensare, anche solo con lo sguardo, consigli e correzioni musicali, ai partecipanti.

 

Francesco Lodola

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