Settembre dell’Accademia 2016: Daniel Harding e la Mahler Chamber Orchestra

dsc_2373Che Mozart sia il compositore più moderno mai esistito non è una novità, ma renderlo più elettrizzante di un concerto rock è tutto merito di Daniel Harding e della sua lettura vibrante ed espressiva, e della Mahler Chamber Orchestra, compagine di eccellenza, fatta di grandi musicisti e di molti giovani, cosa non comune nelle orchestre italiane. La MCO fondata nel 1997 da Claudio Abbado, ha frequentato fin dall’inizio tutto il repertorio musicale e teatrale dal barocco al contemporaneo, raggiungendo un’assoluta eccellenza internazionalmente, grazie ad un approccio per alcuni versi originale, più puro e cameristico. Daniel Harding ne è diventato recentemente direttore musicale a vita, ed ha voluto in occasione del concerto veronese (l’ultimo del Settembre dell’Accademia),  proporre una serata dedicata interamente a Wolfgang Amadeus Mozart, con l’esecuzione delle Sinfonia N.39, 40 e 41. dsc_2406Un programma che contiene tre delle più celebri opere musicali del cigno di Salisburgo, autentici capisaldi del repertorio classico e entrati anche nella cultura popolare. Tre sinfonie composte lo stesso anno (1788) e a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. Sembrano tre pezzi di un’unica storia ed infatti nella prima parte le due sinfonie venivano eseguite con una soluzione di continuità, non facendo quindi calare la tensione innaturale venuta a crearsi. Scelta intelligente dal punto di vista tecnico e anche musicale, visto che sembrano incrociarsi in queste pagine le stesse atmosfere, quelle idilliache (che ci ricordano alcuni momenti de “Le nozze di Figaro” e il personaggio di Susanna”) e quelle drammatiche che ci riportano inevitabilmente a “Don Giovanni”, la cui prima viennese precede solo di alcuni giorni la composizione delle sinfonie qui eseguite.

dsc_2382-1La Mahler Chamber Orchestra ci ha fatto innamorare della loro stessa passione nel suonare questa musica, delle loro preziosità strumentali e delle loro infinite capacità espressive. Ciò che più colpisce invece  della direzione di Harding è la sua capacità di creare quel silenzio irreale, di tenere il pubblico attaccato alla poltrona, dando a Mozart quella nervosa vibrazione che deve possedere, indugiando con moderazione in quell’espressività che attraverso gli occhi di Čajkovskij, diventerà un mito romantico.

Alla fine ovazioni interminabili per direttore ed orchestra, a suggellare un’edizione del Settembre dell’Accademia ancora una volta di grande successo, che ogni anno di più diventa un vanto per la vita culturale della città di Verona, grazie all’Accademia Filarmonica, che offre per un mese il meglio della musica colta a livello internazionale.

Francesco Lodola

Foto: Maurizio Brenzoni

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