International Opera Awards: Una parata di stelle per l’Oscar della Lirica

14479709_10157404401560307_4908337441729768189_n.jpgL’Oscar della Lirica è nato nel 2010 come un evento per premiare le eccellenze del mondo della lirica. La prima edizione si è svolta all’Arena di Verona, con le premiazioni di Mirella Freni e del compianto Carlo Bergonzi.

Successivamente si è ripetuto al Teatro all’aperto di Torre del Lago, il Teatro Comunale di Bologna e  nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro di Katara, a Doha (Qatar).
Quest’anno la kermesse (organizzata da Verona per l’Arena in collaborazione con Confederazione italiana per la lirica e la musica sinfonica) è ritornata a Verona, nello spazio del Teatro Ristori, piccola gemma riportata alla luce da pochi anni, grazie all’intervento di restauro della Fondazione Cariverona.
La serata presentata da Stefania Pinna con la partecipazione di Enrico Stinchelli (noto conduttore de “La Barcaccia”), si è aperta con un doveroso omaggio a Daniela Dessí, la grande artista recentemente scomparsa, premiata nel 2012 con l’Oscar della lirica.
In platea presente il compagno Fabio Armiliato, che nella seconda parte ci ha emozionato cantando “El dia que me quieras”, un appassionato tango di Carlos Gardel, che è stato l’ultimo brano che hanno cantato insieme in un concerto lo scorso giugno.
14369949_293827730997072_8497135975073057319_nMaria Callas e la sua Casta Diva aprono musicalmente la serata, e Dimitra Theodossiou omaggia la divina con il “Vissi d’arte” da “Tosca”, dipinto con grande espressività e scavo interpretativo.
Il premio per miglior tenore era tutto per lo spagnolo Jorge de León, un vero tenore drammatico di voce baciata da Dio (finalmente!), che solo due mesi fa avevamo apprezzato come Don Jose all’Arena e che per festeggiare la vittoria ci conquistava totalmente con il suo Nessun Dorma, intonato con trasporto e passione.
Luciano Ganci (vincitore delle nuove generazioni, insieme al soprano Valeria Sepe, impossibilitata a partecipare), possiede anche lui una voce baciata dal cielo ed è stato interprete generoso, appassionato e passionale, in “E lucevan le stelle”.
14463246_293827677663744_3179882265497455759_nMichele Pertusi è stato nominato come miglio basso della stagione, esempio di grande eleganza e di perfezione stilistica, che come Attila (“mentre gonfiarsi l’anima”) ci convinceva per la morbidezza di emissione e la nobiltà del fraseggio.
Daniela Barcellona è celebratissima per i suoi ruoli en travesti, ma nelle ultime stagioni indossa i panni maschili meno frequentemente per vestire quelli di Amneris, Eboli e Santuzza, e in questa occasione quelli di una seducente Carmen, dal timbro vellutato e carnoso.
Ludovic Tézier è uno dei baritoni più validi della sua generazione e che ha raggiunto un livello artistico difficilmente raggiungibile, grazie alla continua ricerca sulla vocalità e sulla parola scenica. Il suo “Nemico della patria” andrebbe ascoltato e riascoltato per la pulizia d’emissione, la suprema eleganza e il fraseggio scaltrito.
Jessica Pratt, impegnata nelle prove di “Semiramide” all’Opera di Firenze, ha festeggiato il suo premio come miglior soprano della stagione cantando proprio la grande aria della regina rossiniana, “Bel raggio lusinghier”. 14484815_10157404400240307_7588785843482297766_nLa Pratt è erede della Sutherland, ma non sua epigona. Il soprano australiano non cade nel tranello di fare della pagina un mero esercizio virtuosistico, anzi la intona con superbia e trasporto, brillando sia nel centro che negli acuti cristallino. Chi andrà alle recite fiorentine ascolterà una grande Semiramide.
Un piccolo spazio  era dedicato al balletto con la premiazione di Susanne Grinder e Ulrik Birkkjaer, primi ballerini del Royal Danish Ballet, che si sono esibiti del passo a due dal II atto del Lago dei cigni.
14470463_10157404400430307_5974263284837813554_nTra gli altri premi si segnalano quello a Francesco Costa (miglior maestro di coro), Carlo Centolavigna (miglior scenografo), Pier Luigi Pizzi (miglior costumista, non presente),  Leo Muscato (miglior regista) e Antonio Pappano, che pur essendo impossibilitato a presentarsi alla serata, inviava un messaggio video in cui ringraziava del premio conferitogli.
Un particolare riconoscimento veniva assegnato al pianista Roberto Corlianò, esecutore di una brillante Parafrasi de “Il Trovatore”.
Inoltre la serata vedeva la premiazione di due glorie del canto del passato: Renata Scotto (non presente) e Fiorenza Cossotto, accolta da un’ovazione interminabile, segno dell’affetto che la lega ancora al suo pubblico e in particolare a quello veronese, che non riuscirà facilmente a dimenticare le sue tante straordinarie Amneris all’Arena.
Inoltre un premio speciale alla memoria era conferito a Magda Olivero, della quale con un video sono state ripercorsi tutti i personaggi, ai quali ha legato il suo nome eternamente.
Alla fine il Brindisi de “La Traviata ” per suggellare una serata festante e di ottima qualità artistica.
Francesco Lodola
23/09/2016
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