Progetto Voce tra i monti della Lessinia

13895095_1096626283752601_7954275558350432961_nLa musica all’aria aperta acquista sempre una suggestività maggiore, ancor di più quando la location è tra le montagne veronesi, in una giornata assolata dal clima mite. Malga San Giorgio in Lessinia ha ospitato il concerto estivo organizzato da Progetto Voce con la collaborazione del Bar Perla.
Progetto Voce è un’accademia di canto nata dalle mani di due affermati cantanti lirici, Silvio Zanon e Chiara Angella, che hanno deciso di mettere al servizio degli interessati, tutta la loro esperienza, derivata dal lavoro sul palcoscenico e dagli insegnamenti dei loro grandi maestri, tra cui è d’obbligo citare Luciano Pavarotti. Sono proprio gli insegnamenti del mitico tenore a guidare il loro insegnamento, basato sulla parola, che porta il canto a diventare naturalmente impostato. 
L’evento si è aperto con un solarissimo “O sole mio”, intonato da tutti i partecipanti, dal balcone del palazzo che domina il piazzale di San Giorgio e con un omaggio di Angella e Zanon a Mozart e ad uno dei più celebri duetti operistici: “Là ci darem la mano”, intonato con eleganza vocale e grazia scenica.
14045745_1096626010419295_6914412654587130589_nSuccessivamente il pomeriggio ha visto due tenori e tre soprani alternarsi sulle note delle più amate arie del repertorio operistico. Elisa Benadduce si è cimentata in un brioso valzer di Musetta da “La Boheme” e poi nel duetto finale del I atto della stessa opera, accanto a Gianluca Zenoni che si è cimentato con timbro di bel colore ne “La donna è mobile”. Di ottimo fraseggio il “Vissi d’arte” di Chiara Passudetti, la quale è stata anche ottima contessa nel duetto con Susanna (“Canzonetta sull’aria…che soave zeffiretto) da “Le Nozze di Figaro”, accanto a Mariasiria Colella, voce di buone qualità. Infine Silvano Ruffo elegante Arlecchino nella serenata da “I Pagliacci” e Alfredo in “Parigi, o cara”, accanto alla Violetta di Chiara Cremaschi, la quale con coraggio si è cimentata in una delle arie di coloratura più ardite, “Où va la jeune Hindoue?” da “Lakmé” di Léo Delibes. La kermesse è stata accompagnata al pianoforte dal bravissimo Antonio Camponogara.
Il pubblico festante ha richiesto al termine un bis, e tutta la compagnia ha concesso il bis più adeguato per un’occasione così festosa: il brindisi da “La Traviata”.
Francesco Lodola
Foto di Mario Marchina
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