Intervista a Pretty Yende

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©Kim Fox

Ho avuto in questi giorni il grande onore e piacere di poter intervistare il giovane soprano Pretty Yende, nome ormai celebre della lirica internazionale. Una ragazza sudafricana piena di entusiasmo per la musica e per il suo lavoro. Nei prossimi giorni debutterà nella prestigiosa cornice della Zurich Opernhaus il ruolo di Elvira ne “I Puritani” di Vincenzo Bellini (con recite il 19, 22, 25, 29 giugno e 3, 7, 10 luglio 2016). Nella nostra conversazione abbiamo parlato proprio di questo ruolo e della sua carriera che prevede prossimamente, importanti appuntamenti. Innanzitutto Pretty, come ti sei avvicinata al canto lirico?

La prima volta che ho conosciuto l’opera è stato nel 2001, era una di quelle calorose serate a casa con la famiglia, guardando la TV, e c’era questa pubblicità con la musica di sottofondo. Ero incuriosita, in quei 10 secondi ho capito che io sapevo, anzi la mia anima sapeva cosa fosse, ma la mia mente non ne aveva idea. Ho istintivamente voluto condividere il sentimento che avevo provato con il maggior numero di persone possibile, e volevo trovare un ambiente dove condividere questa sensazione. Quando avevo 16 anni vivevo in una piccola città in Piet Retief, dove la musica classica e l’opera erano distanti quanto il sole alla luna. Mi piaceva guardare la TV quando ero giovane, in particolare mi piaceva il cinema, anche oggi, ma non ho un  ricordo di aver sentito la musica classica nei film …Tuttavia in quel momento  sono stata rapita dal suono di quelle voci. Ero alla fine del liceo, dopo il quale avrei seguito la strada che mi ero prefissata, quella di diventare ragioniere, e sono andata dal mio insegnante di musica della scuola e gli ho chiesto di ciò che avevo sentito. Mi ha detto che si chiama OPERA, e gli ho chiesto: “è umanamente possibile?”…. perché il suono era così soprannaturale, la sensazione era una gioia infinita, trasmetteva amore….Un amore superiore a quello che avevo conosciuto fino ad allora. Non avrei potuto immaginare che gli esseri umani potessero possedere un dono così fenomenale e soprannaturale. Lui mi ha confermato che era possibile creare quella magia. Mi ricordo di aver sentito una grande determinazione dentro di me, e mi dicevo e speravo che lui potesse insegnarmi, perché pensavo di potercela fare. Così gli ho detto:”Devi insegnarmi!” e mi consigliò di unirmi al coro … e il resto è storia.

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©Teatro alla Scala

Cosa vuol dire per te essere la più grande artista sudafricana nel mondo?

E ‘un grande privilegio e un onore essere parte dei molti sudafricani che stanno avendo molto successo nel campo della lirica internazionale.  E’ bello contribuire alla grandezza degli enormi talenti  e colleghi sudafricani.
Quali sono i tuoi consigli per i giovani cantanti, ma anche per coloro che si avvicinano a questo mondo come giovani appassionati?
E’ molto importante capire che stiamo vivendo in tempi in cui le opportunità di realizzare i propri obbiettivi, sono molto accessibili. Quindi se il canto è la tua passione e credi di avere quello che serve, devi andare avanti, e essere determinato a realizzare il tuo sogno.
La tua esperienza è principalmente partita dall’Accademia del Teatro alla Scala….quali sono i tuoi ricordi di questo percorso e quali sono gli insegnanti che hanno segnato la tua formazione?
Quella dell’Accademia è stata davvero un’esperienza fruttuosa e molto buona. Sono molto contenta di aver avuto una simile esperienza, sotto la guida di molti artisti italiani leggendari, come Mirella Freni e Renato Bruson. Tutti grandi artisti, dai meravigliosi pianisti agli insegnanti. Ho imparato molto e sono molto grata per quest’opportunità.
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©The Metropolitan Opera

Nel 2011 hai vinto Operalia e hai incontrato Placido Domingo. Quali sono i consigli che ti ha dato e che ricordi con maggiore piacere?

Essere parte del concorso è stata una vera pietra miliare e un sogno che è diventato realtà, perchè sono stata rifiutata cinque volte, prima di riuscire a parteciparvi. Sono stata piacevolmente sorpresa e molto felice di essere stata accettata e vincere non era previsto: già fare parte della gara era un grande risultato. Sono stata molto felice di aver vinto tutti e tre i premi principali e lavorare con Placido Domingo è stato fenomenale. Mi ha dato molti saggi consigli, perché lui è una persona generosa. Quello che mi ha insegnato è che un cantante non è solo forza vocale, potenza e grande tecnica. La musica è così ricca, ha molti colori. La magia sta nel trovare questa ricchezza per rendere viva la musica, e toccare il cuore del pubblico.
Rossini per ora sembra il compositore a cui hai legato di più il tuo nome…soprattutto nelle opere brillanti come le Comte Ory e Il Barbiere di Siviglia….cosa c’è di te in questi personaggi?
Amo questi due personaggi perché sono entrambe donne innamorate: Adele di Isolier e Rosina del Conte Almaviva. Entrambi sono ruoli divertenti da interpretare e mi piace come Rossini ha scritto la loro musica, con linee vocali molto belle e passaggi di coloratura per esprimere la loro identità individuale e il loro stato psicologico.
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©Kim Fox

Quest’estate sarai però Amira nel Ciro in Babilonia a Pesaro…un’opera seria e in un allestimento come quello di Livermore molto particolare…

Sono molto eccitata per il mio debutto Pesaro, un sogno che si avvera. Sarà anche la mia prima opera seria di Rossini, che aprirà la strada ad altri titoli seri. Avverrà penso la stessa cosa che mi è successa con Donizetti, del quale mi sono divertita a interpretare i ruoli comici di Adina e Norina e il rovescio della medaglia con il ruolo di Lucia e ora Elvira nei Puritani belliniani.  L’opportunità di esplorare le emozioni umane di questi personaggi attraverso la musica è totalizzante. Sono stata entusiasta di interpretare queste ragazze felici e spensierate (come me), e ora non vedo l’ora di mettermi in discussione come attrice per interpretare questi ruoli drammatici.
Il tuo imminente debutto è però Elvira ne “I Puritani”, il tuo primo ruolo belliniano, quali sono le difficoltà stilistiche di questo autore e come ti stai preparando a rendere la grande scena della pazzia, che è diversa da quella di Lucia, altro ruolo che hai affrontato trionfalmente? 
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©The Metropolitan Opera

Sono molto entusiasta di fare il mio debutto come Elvira ne “I Puritani”. E’ stato fin dall’inizio uno dei ruoli dei miei sogni. Mi sono innamorata di quest’opera da quando Mirella Freni mi consigliò di guardare al repertorio belcantistico. Il primo pezzo di belcanto  che ho cantato è stata la scena della follia di Elvira, e così sono diventato un grande amante di Bellini. Amo le lunghe linee di legato, la colorazione della linea vocale, l’orchestrazione e le forme del belcanto musicali che esprimono i tratti psicologici dei personaggi.
C’è qualcosa in questo compositore che è sublime. Questa è la prima volta, e non vedo l’ora di approfondire questo ruolo, fondamentale nel mio repertorio, fino a quando la voce me lo permetterà.
Ovviamente la follia di Elvira è molto più complessa rispetto a quella di Lucia, poiché in quest’ultima è molto evidente come avvenga una “crisi mentale”, che porta all’uccisione fisica di Aruro, mentre Elvira non ci dà mai fisicamente, le prove del suo dolore mentale. Sono grata al compositore e al librettista che hanno messo tutto nella musica e nelle parole, che sono per me il primo indizio per sviluppare il lato teatrale e vocale del mio personaggio, ancora prima dell’intervento del regista. Spero di poter cantare Elvira il più possibile, per trovare ulteriori indizi e chiavi, per portare in vita il più possibile la mia lettura e la mia visione  di questo personaggio.

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©Kim Fox

Recentemente hai firmato il contratto con Sony Classical, quali sono i tuoi prossimi progetti discografici?

Sono molto entusiasta di questa nuova pagina della mia carriera, Essere un’ artista discografico  e un’artista che si esibisce dal vivo, sono due diversi lati della stessa arte. Non vedo l’ora di imparare  anche in quel settore e di avere l’opportunità di condividere la mia arte e di portare la musica bellissima che è stata composta al maggior numero di persone che magari non riescono ad andare nei teatri d’opera o nelle sale da concerto.
Sei oltre che una grande cantante anche un’icona di eleganza e bellezza nel mondo dell’opera…quanto è importante oggi la presenza scenica e la forza dell’immagine?
Sulla mia lista delle priorità, al primo posto c’è la salute: la salute vocale, la salute psicologica e la salute fisica. L’Opera è una carriera molto esigente, e la bellezza è marginale, poiché quello che dovrebbe essere fondamentale e l’obiettivo finale è il dare giustizia alla musica. Tutto il nostro corpo è uno strumento, non solo una parte di esso.
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©Kim Fox

Quali sono i ruoli che vorresti debuttare nel futuro e quali sono i tuoi prossimi impegni?

Sono davvero ansiosa per il mio ruolo debutto come Juliette nel “Roméo et Juliette” al Metropolitan Opera House, nella prossima stagione. I ruoli dei miei sogni sono Amina ne “La Sonnambula” e “Manon ” di Jules Massenet. In futuro lontano mi piacerebbe interpretare le tre Regine della trilogia Tudor di Gaetano Donizetti.
Grazie a Pretty Yende e In bocca al lupo! 
Francesco Lodola
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