Intervista a Davinia Rodriguez

Davinia Rodríguez como Amelia_Simon Boccanegra © Teatro Comunale de Piacenza

©Teatro Comunale di Piacenza

Il 24 giugno “Le Nozze di Figaro” inaugurano il 59° Festival dei Due Mondi di Spoleto. Protagonista, nel ruolo della Contessa il soprano di Las Palmas, Davinia Rodriguez, che sta mietendo successi nei più grandi templi della lirica internazionale. Abbiamo avuto il piacere di poterle fare qualche domanda sul suo percorso e sui suoi prossimi obbiettivi.
Come ti sei avvicinata al canto lirico?

Il destino ha voluto che io dedicassi la mia vita al Canto, all’opera. Quando avevo 16 anni cominciai a studiare nel conservatorio della mia città, a Gran Canaria. Allora cantavo per natura, il folclore canario e anche la musica pop . Dopo un paio d’anni in tanti mi spingevano a provare fortuna fuori della mia terra e così andai a studiare a la Scuola Reina Sofia a Madrid dove insegnava la grandissima Teresa Berganza. Imparai tanto con lei. Dopo un po’ di tempo arrivò per caso alla mia vita quello che ha fatto sì che io amassi appassionatamente la lirica. TURANDOTeg-1753Quello che oggi è mio marito. Un direttore d’orchestra che ama il suo lavoro ed ha insegnato ad amarlo anche a me. Ho lasciato tutto e sono andata insieme a lui in Italia dove ho ricominciato da capo e ho iniziato ad avere un rapporto con lo studio della tecnica vocale molto rigoroso. Lui mi ha regalato tanto musicalmente. All’inizio avevo la fortuna di poterlo accompagnare sempre a tute le produzioni e così vivere ed osservare l’opera nella maniera più vicina. Ho imparato tantissimo da artisti di altissimo livello. Nel frattempo sono stata anche fortunata a preparami con grandissimi artisti… così pian piano le cose sono diventate serie e sono arrivate le prime cose importanti.

Prima di arrivare al canto lirico avevi una carriera avviata come cantante pop….cosa porti dentro di quel tuo percorso e qual è l’arricchimento di quell’esperienza che ti aiuta oggi nel repertorio lirico? 
Sono due mondi molto distanti. Ritengo che non si possano paragonare. Nel pop il canto è più di improvvisazione. Nell’opera il rispetto del testo e del compositore circoscrivono un ambito ben delineato che non concede all’improvvisazione. L’interpretazione, quindi, è da ricercarsi ad un livello più profondo. Nel pop si può esprimere un concetto che sta nel testo della canzone. Nell’opera s’interpreta e si diventa il personaggio.

Davinia Rodríguez_2 © Giuliano Scalvini

©Giuliano Scalvini

La tua formazione è stata segnata dagli incontri con Teresa Berganza e Martina Arroyo…..quali sono gli insegnamenti di queste due grandi primedonne che ti porti nel cuore? 
Sono due artiste totalmente diverse nella loro grandezza. La Berganza é una persona molto eclettica da cui ho imparato l’importanza di essere artista sul palco. Con Arroyo ho cominciato a intravedere i primi segni del cambiamento della mia vocalità.
Raina Kabaivanska è stata la prima a consigliarmi di fare un repertorio più lirico perché sentiva che il mio timbro non era un timbro da leggero. Sono contenta di aver avuto l’opportunità di conoscere e lavorare insieme a queste grandi artiste.

Sulla tua strada hai poi incontrato Riccardo Frizza che è oggi tuo marito. Come riuscite a conciliare il vostro lavoro con la vita familiare? 
Come ho risposto prima, è stato lui quello che ha fatto che io decidesse di dedicare la mia vita pienamente all’opera. Incontrarlo ha marcato un prima ed un dopo. Nel punto in cui sono della mia carriera, con un marito ed una figlia, non è facile gestire tutto. Ma dove c`è la passione ed il buon senso tutto si può fare. Diciamo che diventa più impegnativo, ma siamo persone positive e questo aiuta tanto. Basta volere le cose e, con organizzazione,  si può fare tutto.

Davinia Rodríguez_1 © Giuliano Scalvini

©Giuliano Scalvini

Il tuo repertorio si può definire eclettico, poiché trovano il loro spazio diversi repertori e ruoli di diversa natura….come definiresti la tua vocalità e come pensi si svilupperà nei prossimi anni? 
Una domanda interessante. La mia vocalità è abbastanza rara. Prima cantavo come soprano leggero. Adesso, dopo un percorso di sviluppo di 5 anni, dove ho lavorato tanto per assestare tutto ( anche se non si finisce mai di studiare e di imparare dal proprio strumento), io per prima, e poi con la conferma di grandi cantanti esperti, abbiamo deciso di modificare la strada e cominciare ad aggiungere ruoli e togliere altri e così capire dove la voce andava e si trova meglio. Gli acuti soprattutto sono ancora freschi, ma hanno guadagnato in corpo così come il centro e la prima ottava della voce. Questo mi permette di affrontare sia ruoli da lirico che ruoli da spinto. È una cosa che mi crea molta curiosità e diventa quasi dipendenza scoprire tutti questi ruoli meravigliosi, come possono essere la maggior parte dei ruoli Verdiani (che sono quelli che mi appassionano di più).

Nella tua carriera hai affrontati ruoli di operetta e di zarzuela…quali sono le diverse esigenze di questi repertori? 
Penso che la grande differenza sta nell’interpretazione del personaggio. Dal punto di vista vocale non ho trovato mai differenze. È vero si che mi sono divertita moltissimo interpretando ruoli brillanti, anche se la mia indole propende per i grandi ruoli drammatici.

 

I due Foscari_Davinia Rodríguez @TAW

©Herwig Prammer

Recentemente hai debuttato al Gran Teatre del Liceu con Amelia nel Simon Boccanegra accanto a Placido Domingo. Quali sono state le emozioni del debutto in questo tempio della musica? 
Innanzitutto è stata una grandissima responsabilità. Si trattava di un mio debutto in uno dei teatri più importanti del mio paese, e anche farlo accanto ad un grande come Domingo coincidendo col 50 anniversario del suo debutto in Spagna e cantando in questa meravigliosa opera Verdiana ho provato una grandissima emozione. So quanto il pubblico del Liceu sia esigente con le voci ed aver ricevuto una accoglienza così entusiasmante mi ha ripagato dei tanti sacrifici che la vita del cantante comporta.

Ti stai preparando per essere la Contessa nelle Nozze di Figaro a Spoleto…..qual è la difficoltà di ritornare a Mozart dopo Amelia (che non è un ruolo drammatico ma sicuramente più pesante)? 
Più che una difficoltà io lo vedo come strategia. Nel mio caso cantare Mozart è la miglior maniera di rinfrescare il proprio strumento, mi costringe ad alleggerire la voce e così non rischiare di limitare lo strumento col passare del tempo nell’affrontare i ruoli più pesanti. Penso che alternare in questa maniera possa fare si che la mia voce si mantenga sana a lungo termine.

Davinia Rodríguez_4 © Giuliano Scalvini

©Giuliano Scalvini

Contessa è un personaggio dalle mille sfumature….in che cosa ti rispecchi del suo carattere? 
Amo la Contessa per l’eleganza e la nobiltà del suo carattere che Mozart ha sapientemente messo in musica attraverso delle linee melodiche di ampio respiro dove a tratti emerge la malinconia, a volte la saggezza, l’intelligenza. La Contessa è un personaggio che vive intensamente ed in maniera introspettiva la sua vita ed io mi rispecchio molto in questo.

Alla fine del 2016 debutterai Lady Macbeth a Vienna, nuovamente accanto a Domingo. Come ti stai preparando per questo ruolo mostruoso, che tra l’altro è stato il cavallo di battaglia della tua attuale insegnante, Sylvia Sass? 
Dopo aver cantato Lucrezia Contarini de “I due Foscari” a Vienna, mi proponevano da più di due anni la Lady, ma ho sempre rifiutato. Non nascondo però che da quel momento ho cominciato a pensarci sempre di più. Ho deciso di accettare questo progetto dopo aver cominciato a studiarlo sempre più seriamente anche perché interpreteremo la versione del 1847, che trovo più adatta alla mia corda. Ho la fortuna di poter studiare questo ruolo con Sylvia Sass che è stata una grandissima Lady e con lei cerchiamo oltre all’aspetto tecnico di studiare in profondità il carattere e le sfumature del personaggio. Sinceramente credo che vocalmente la Lady non sia più impegnativa di una Lucrezia Contarini, ma è altrettanto vero che il personaggio fa tremare i polsi.

Quali sono i ruoli che sogni?

Floria Tosca… un giorno.

Prossimi impegni… 
Dopo Spoleto mi concentrerò pienamente sulla Lady Macbeth che debutterà il prossimo Novembre. Come faccio di solito, dopo un ruolo  vocalmente impegnativo torno a Mozart con Don Giovanni. La prossima stagione debutterò Maria Stuarda.

 In bocca al lupo a Davinia Rodriguez e Grazie! 

Francesco Lodola
 

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