Perchè educare i più piccoli all’ascolto della musica classica?

inquinamento-acustico-casaMolto spesso nella mia vita di giovane melomaniaco mi sono imbattuto in miei coetanei che davanti alla mia passione per questa musica mi hanno sempre detto: ” è musica vecchia, polverosa…perché la ascolti?”. Sapete qual è l’unica spiegazione per questa sentenza? non la conoscono. Questo è il vero problema. E deriva dalla mancanza di una reale educazione alla musica e al suo ascolto.
Oggi la musica è onnipresente, siamo bersagliati di suoni da ogni parte….nei negozi, nei centri commerciali, perfino negli ascensori. Insomma, dovunque. Subiamo un tale bombardamento sonoro che ormai, ci siamo assuefatti a tutti gli stimoli che ci arrivano. Dormiamo anche da svegli, rinchiusi in una incubatrice sonora di cui non distinguiamo i limiti. Chi non conosce l’ultimo successo di Lady Gaga o di Bruno Mars? E’ impossibile, perché ci vengono proposti da tutte le parti. Tutta la musica entra nella nostra vita tranne la musica classica che è relegata a fare da colonna sonora alla pubblicità dello yogurt o al massimo di un profumo, oppure le viene dedicata qualche domanda nei quiz televisivi.
328572-OD-2015_-milo-e-maya-ph-Lucrezia_Roda_1-725x484Quello che bisogna dunque fare è portare la musica classica e l’opera ai giovani e fare in modo che sia accessibile a loro in tutti i modi. Si deve creare un percorso nelle scuole: dalla primaria alla scuola superiore, cosa che oggi è quasi del tutto assente, tranne qualche eccezione. A questo punto devo raccontare l’esperienza che ho vissuto in prima persona durante questo anno.
Durante gli ultimi sei mesi ho realizzato un progetto in due classi quinte della scuola elementare “A. Cesari” di Verona, intitolato “Piccoli musicisti crescono”, il quale aveva come principale fine la scoperta del linguaggio della musica d’arte e in particolare del teatro musicale. Abbiamo iniziato scoprendo gli strumenti musicali, le voci, per poi arrivare a conoscere i compositori e i loro capolavori.

883405ba34617b06d2ae897f10af034bSiamo stati guidati in questo “viaggio” da due personaggi di fantasia, il direttore d’orchestra Romeo e il soprano Violetta della Scala. La cosa più esaltante di questa esperienza è stato vedere l’entusiasmo dei bambini nell’approcciarsi alla musica in modo interattivo. Certe volte sono rimasto incredulo dalle osservazioni che mi venivano poste. Vi faccio un esempio concreto. Per scoprire i registri vocali abbiamo fatto un’esperimento simile a quello proposto da Vasilij Kandinskij, ossia, l’associazione dei suoni ai colori. Orbene, dopo che abbiamo fatto sentire la cabaletta di Zaccaria (“Come notte a sol fulgente”) dal I atto di “Nabucco”, senza presentare nè l’opera nè l’autore, un bambino ha alzato la mano per dire che lui sentiva in questa musica i colori della bandiera italiana. Sia io, che l’insegnante, siamo rimasti di stucco.

Questa è la dimostrazione che i bambini nella loro purezza colgono più dettagli e sfumature di quanto non facciano gli adulti, chiusi nelle loro convinzioni e spesso nei loro pregiudizi.

10175007_1075567872486557_3987180958504056478_n E’ stato straordinario anche l’incontro con la grande cantante lirica cinese Hui He, la quale gratuitamente, ha concesso ai bambini un po’ del suo prezioso tempo, per rispondere alle loro domande e curiosità. E’ stata accolta con un entusiasmo senza pari, come una pop star. Ha firmato autografi per tutti e posato per le foto. E oggi quelle foto sono appese nelle camerette accanto ai poster degli One Direction.
La strategia è creare nei bimbi una certa affezione verso questa musica, anche come tesoro culturale del nostro paese. Queste sono le generazioni che governeranno l’Italia nel futuro e dobbiamo fare in modo che siano migliori di quelle attuali. Le crisi prima di essere economiche sono sempre culturali e solo prendendo in mano la ricchezza culturale del proprio paese si può creare un futuro migliore del presente.
come-igienizzare-un-flauto-dolce_eebfdb6c7193c982cff6f6c88fbb3203E poi basta con questi flauti dolci alle scuole medie. E’ la cosa più orribile e inutile che si sia mai vista, come sostiene anche il premio Oscar Ennio Morricone. Non voglio mettere in dubbio la preparazione degli insegnanti di musica. Non ne ho il diritto. Tuttavia imparare a suonare “Montagne verdi” di Marcella Bella o “My heart will go on” di Céline Dion non porta ad alcun risultato, se non la noia e la voglia di spaccare il flauto sulla testa del professore. Non dobbiamo sempre credere che l’erba del vicino sia sempre più verde, ma in altri paesi europei e del mondo a quell’età nelle scuole ci sono le orchestre giovanili o i cori.

Saranno molto precoci per esempio i bimbi che frequenteranno il nuovo Kindergarten musicale di Berlino fondato dal maestro Daniel Barenboim. L’asilo avrà come scopo quello di avvicinare all’universo musicale i bimbi fin dalla loro prima infanzia, facendoli rapportare da subito con gli strumenti musicali e con l’universo sonoro, perchè come dice il ministro tedesco Otto Schily “Non insegnare la musica vuol dire rischiare di crescere più delinquenti”.
daniel_barenboim_930Questo è il primo passo nell’educazione alla musica. Bisogna formare nei bambini l’orecchio musicale, spiegare loro i grandi capolavori con un linguaggio a loro vicino, accostando il linguaggio musicale passato e quello attuale. Bisogna guidare i bambini a formare il proprio gusto musicale sulla base di una reale conoscenza. Solo così si avranno ascoltatori attenti, che saranno in grado di decidere se andare ad ascoltare un’esecuzione della Sinfonia n.5 di Beethoven o un concerto di Ed Sheeran, perchè conoscono entrambe le cose. L’ideale sarebbe andare a vedere l’uno e l’altro, come avviene in paesi come la Germania, dove è del tutto normale che uscito da un concerto dei Berliner Philarmoniker, un ragazzo vada in discoteca. Non c’è niente di strano. Sono due esperienze sensoriali diverse ma di pari impatto emotivo.
1437156919-fotomicheli1Credo che le cose stiano in qualche modo cambiando anche in Italia. Lo dimostra la grande affluenza che registrano i teatri che aprono le proprie prove generali ai giovani: un esempio fra tutti la primina del 4 dicembre, istituita da Stéphane Lissner al Teatro alla Scala di Milano. Lo dimostra lo spazio conquistato in televisione con la ricca programmazione di Rai 5 e la rubrica musicale della trasmissione di Rai 1 “Sabato In” curata da Francesco Micheli, il quale è direttore artistico del Macerata Opera Festival e del Teatro Donizetti di Bergamo. Istituzioni che grazie alla sua indubbia competenza e alla ventata di innovazione, stanno respirando nuova linfa vitale, aprendo le proprie porte a tutti, anzi portando l’opera e la musica in mezzo alla gente, tra le vie della città.
p249245-620x350Sono piccoli passi che però stanno portando ad una modernizzazione dello sguardo che la gente, e i giovani in particolare, ha verso questo genere di musica. Non dobbiamo trasmettere l’immagine del cantante e del musicista obsoleto, il tenore che vive nel lusso e negli ori del teatro. La strada non è quella di associare la lirica a Il Volo, che è il canto che può piacere in quei paesi dove L’Italia è quel miscuglio di spaghetti, pizza e mandolino. E’ necessario mostrare ai giovani che questa musica ha la modernità e una forza di linguaggio e di espressione pari a quella di un concerto rock.

Francesco Lodola

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