Teatro Filarmonico di Verona: La Sonnambula (cast alternativo)

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Foto di Francesco Lodola

Nella serata di giovedì 21 è andata in scena la terza recita de “La Sonnambula” al Teatro Filarmonico di Verona, nella famosa messinscena di Hugo De Ana, con un cambio di cantanti nei due ruoli principali. Lo spettacolo del regista argentino si riconferma brillante e visivamente stupendo. Le scene e i costumi sono di rara eleganza, in linea con lo stile di De Ana che rinverdisce i fasti di Visconti e del giovane Zeffirelli. La ripresa curata da Filippo Tonon è accurata nel delineare le reazioni dei personaggi e le dinamiche drammaturgiche della vicenda. La direzione di Francesco Ommassini si conferma ottima nell’accompagnare i cantanti e nella precisione dell’orchestrazione.  Nei ruoli di fianco Alex Magri (un notaro) e Seung Pil Choi (Alessio). Si riconfermano ottime le prove di Elena Serra (una Teresa di lusso) e Madina Karbeli, Lisa precisa e pepata.
Sergej Artamonov (Il Conte) è un voce timbricamente e volumetricamente sontuosa che canta nobilmente le bellissime pagine che Bellini dedica al personaggio.

 

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Foto di Francesco Lodola

Giulio Pelligra (Elvino) non è una voce di tenore di grazia, ma bensì una voce di vero tenore lirico per volume e per proiezione.Il tenore catanese possiede la generosità e l’esuberanza del canto all’italiana, che lo porta a riuscire bene nelle dolcezze del primo atto, ma poi risultare ancora meglio nelle pagine dove Elvino è irato e geloso. E’ sicuramente una voce che si evolverà verso ruoli di lirico pieno che richiedono le caratteristiche che lui già possiede.

 

Gilda Fiume è una Amina che si distacca dal fantasma callassiano. Questo è già un punto a suo favore, perché è evidente la volontà di creare un’interpretazione personale. E la sua visione del personaggio ci è piaciuta moltissimo. E’ una Amina meno diafana, ma più genuina e solare. La voce è fatta di miele, con centri morbidissimi e acuti limpidissimi che sembrano un raggio di luce. La scena del sonnambulismo è un’oasi di magico lirismo e la cabaletta seguente è un trionfo di opulento splendore vocale (coronata da un brillante fa sovracuto).

Verona, 21 aprile 2016

Francesco Lodola

 

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