VeronaLirica: Concerto in ricordo di una Rosa

Ieri pomeriggio si è svolto nella Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica di Verona un concerto straordinario in ricordo di Rosangela Poli Tuppini, la consorte del presidente di VeronaLirica, Giuseppe Tuppini, scomparsa esattamente un anno fa.

12920384_1095681170453919_5171635089554603117_nIl concerto in origine prevedeva come unico solista il tenore Paolo Fanale, che però è stato impossibilitato a presentarsi al pubblico veronese. In sua sostituzione sono stati assoldati due cantanti impegnati ne “La Sonnambula” di Bellini, che andrà in scena tra pochi giorni al Teatro Filarmonico. (Jesùs Leòn e Madina Karbeli), il primo violino dell’orchestra della Fondazione Arena, Günther Sanin, e il clarinettista e Vice direttore artistico dell’Arena di Verona, Giampiero Sobrino. Al pianoforte come di consueto l’eleganza del pianismo superbo di Patrizia Quarta.

Giampiero Sobrino possiede le caratteristiche del virtuoso e le mette a frutto nella Fantasia brillante sul Rigoletto verdiano di Luigi Bassi, che fu nell’800 compositore e primo clarinetto dell’orchestra del Teatro alla Scala. Sobrino si è poi cimentato nell’introduzione strumentale della grande aria di Alvaro (“La vita è inferno all’infelice…..O tu che in seno agli angeli”) dal III atto de “La Forza del Destino”.

10947194_1561628930782493_5094447374638835061_nGünther Sanin offre pagine di genere diverso, dal tango di Astor Piazzolla “Chiquilín de Bachín” alla musica da film, con la colonna sonora de “Il Postino”, firmata da Luis Enríquez Bacalov. In tutte queste pagine il primo violino dell’orchestra areniana ha messo in mostra una eleganza nel fraseggio e una qualità tecnica eccellente.

Jesùs Leòn è un tenore leggero, con un timbro piacevole e una buona capacità di alleggerire soprattutto nel registro centrale. Il cantante sceglie alcune delle pagine più celebri del repertorio tenorile come “Je crois entendre encore” da “Les pêcheurs de perles” e “Ah, lève-toi, soleil!” dal “Roméo et Juliette” di Gounod, e inoltre propone una pagina che non si ascolta spesso in concerto, “Come uno spirto angelico” dal donizettiano “Roberto Devereux”.

Madina Karbeli (soprano) esordisce con “Come scoglio” dal “Così fan tutte” (che le ha fruttato lo scorso anno la vittoria al Concorso “Marcella Pobbe” di Vicenza),  per poi proseguire nel lirismo dell’aria di Micaela da “Carmen” e “O mio babbino caro” da “Gianni Schicchi”. La voce si presenta gradevole, in particolare nelle note centrali e gravi e l’interprete possiede adeguata spigliatezza, segno di un lodevole miglioramento.

Chiusura con “O soave fanciulla” da “Boheme” e grande successo per tutti da parte di un pubblico che gremiva la sala.

Francesco Lodola

Verona, 3 aprile 2016

 

 

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