Teatro Filarmonico di Verona: CONCERTO DI PASQUA

Il 24 marzo 2016 la Fondazione Arena di Verona ha offerto il suo, ormai, consueto concerto pasquale. Quest’anno l’appuntamento prevedeva un programma del massimo interesse, diretto da una delle bacchette emergenti più rilevanti. Il Maestro Francesco Ivan Ciampa infatti ha intessuto, per il suo debutto veronese, una serata di stile eclettico che aveva come “fil rouge” il tema del bene che vince sul male, sia nella religione che nella storia di due ragazzi che sconfiggono la morte con l’eternità del loro amore. Nella prima parte avevamo il celebre “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi, mentre nella seconda “Romeo e Giulietta”, un breve poema sinfonico tra lo stile neoromantico e la musica da film, del compositore vivente veronese, Vittorio Vedovato, e per concludere le “Vetrate di chiesa” di Ottorino Respighi. Ciampa è direttore di raffinata maestria, che conosce l’arte di rendere limpido ogni dettaglio strumentale. Nello Stabat Mater emergeva la conoscenza e l’amore che Ciampa ha per le voci, e che sicuramente ha ereditato da Daniel Oren, di cui è stato per molti anni collaboratore. Il direttore, nell’incontro che precedeva il concerto, ci svelava che per lo studio della partitura gli è stata di ispirazione la “Crocifissione” di Masaccio, in cui si vede la Vergine Maria, inginocchiata ai piedi della croce, che volge le spalle all’osservatore. Non possiamo vedere la sua espressione. E’ la stessa cosa che fa Pergolesi, il quale vela il dolore della Madre di Dio attraverso l’estasi della bellezza della linea vocale e nella semplicità di quella strumentale. Nella pagina di Respighi, Ciampa, sapeva cogliere la differenziazione tra le atmosfere dei vari episodi.  L’orchestra e il coro (diretto da Vito Limbardi) gli rispondevano benissimo, rendendosi protagonisti di una prova eccellente.

verona-concerto-ciampa-24-03-2016Nello “Stabat Mater” ritrovavamo le due recenti protagoniste femminili di “Rigoletto”, Clarissa Leonardi e Mihaela Marcu.

Clarissa Leonardi, ci aveva colpito positivamente con la sua Maddalena. L’esito però non può dirsi soddisfacente in questa occasione. La voce è pregevole con un imponente registro grave e un centro di bel colore. Quello che le manca è l’omogeneità dei registri e l’adesione stilistica alla pagina, affrontata con troppo vigore interpretativo e con sparse forzature. La cantante è giovane, quindi crescerà, ma forse questo non è il repertorio ideale per la sua vocalità.

Mihaela Marcu è artista a tutto tondo e anche senza la scena risulta assolutamente magnetica. La voce, ambrata ma limpida, si esalta nelle grandi arcate della pagina di Pergolesi e scatta agile e precisa negli abbellimenti e nei trilli espressivi della partitura. Ciò che più colpisce, oltre alla immacolata purezza della linea, è la raffinatezza dell’interpretazione, mai fuori dalle righe, ma velata da una sofferenza tutta interiore.

Francesco Lodola

Foto Ennevi

 

 

 

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