Intervista a Chiara Amarù

Abbiamo incontrato in questi giorni una delle più giovani promesse del canto lirico, Chiara Amarù, mezzosoprano siciliano specializzata nel repertorio belcantistico e interprete in questi giorni del ruolo di Preziosilla ne “La Forza del Destino” al Teatro Filarmonico di Verona. 

Innanzitutto com’è iniziata la tua avventura nel mondo del canto lirico?
I miei genitori sono entrambi musicisti, quindi ho respirato fin da piccola un’ aria musicale. Dal 1991 al 2001 ho fatto parte del coro di voci bianche del Teatro Massimo di Palermo e ho frequentato il conservatorio “V. Bellini” di Palermo, dove mi sono diplomata nel 2007 con il massimo dei voti. fe8702f36fd0ce8b2b875e98ae67db3c.jpgSuccessivamente ho frequentato la scuola dell’opera italiana di Bologna che mi ha addestrata al palcoscenico. Da lì è partita la mia carriera con “La Cenerentola” che mi ha aperto le porte di altri teatri e mi ha permesso di essere Rosina ne “Il Barbiere di Siviglia” e Isabella ne “L’Italiana in Algeri”. Questi tre ruoli sono ideali per la mia vocalità che è di mezzosoprano rossiniano.
Parliamo della tua Preziosilla, che è per ora il tuo unico approccio a Verdi……
Quando mi hanno proposto Preziosilla la prima volta non ero molto convinta di affrontare questo personaggio, anche perchè era la prima volta che mi accostavo a Verdi. Quando ho cominciato a studiarla ho capito che Preziosilla è un’altra storia e non è il classico mezzosoprano verdiano che deve predisporre di una vocalità corposa. La stessa scrittura musicale è molto svettante e brillante e Verdi, a parer mio, aveva l’esigenza che si sentissero e che sfossero ben sgranate tutte le note. Anche dal punto di vista drammaturgico è un personaggio anomalo. I quadri in cui è presente Preziosilla sono gli unici momenti leggeri di un’opera profondamente tragica. Lei è una donna sveglia, che sa il fatto suo, non ha paura di niente e molto vissuto. E’ una donna di esperienza che sa stare in mezzo ai soldati. Studiando questo personaggio ho capito ciò che potevo far venire fuori della mia vocalità e delle mie capacità. Poi Verdi scuote sicuramente la passione.
_12A7128 copiaTi vedi in futuro in altri ruoli verdiani….
Non mi vedo molto nei ruoli verdiani, anche se il mio sogno più grande è di poter cantare un giorno Amneris, ma in un futuro lontano. Al momento non ho quella vocalità che si richiede nel repertorio verdiano, ma sono ben contenta di continuare a cantare il mio repertorio d’elezione che è Rossini, Mozart, Bellini.
Angelina, Rosina e Isabella sono tutte e tre donne che hanno come valore assoluto la libertà……cosa c’è di te in loro?
La libertà è assolutamente il filo che tiene legati questi tre personaggi. Per quanto riguarda le aspirazioni, i sogni e i desideri di una giovane donna mi rivedo molto in Cenerentola, perchè secondo me questa ragazza è schiava del meccanismo in cui è stata calata e non è remissiva come sembrebbe in apparenza. Deve sottostare alle regole della sua famiglia, ma ha dentro una grande voglia di affermare sé stessa e la propria libertà. Non è un caso che il titolo dell’opera sia “La bontà in trionfo” perchè chi fa del bene, viene prima o poi ricompensato. Mi sento veramente molto simile, perchè anche io come lei sono molto sognatrice e romantica. In Rosina mi ci vedo molto per il suo essere frizzante e per questa energia che le scorre nelle vene. Mi piace il suo essere complice con Figaro, stizzosa con Don Bartolo e innamorata di Lindoro. Inoltre questi suoi tre aspetti si alternano molto velocemente ed è divertente dover passare da uno all’altro. Insomma è uno di quei personaggi che mi piace per il suo carattere, perchè in fondo è una ragazza che è stata sempre privata delle sue libertà e che tira fuori questo carattere un po’ aggressivo e scaltro per liberarsi dalla prigione in cui è costretta. Isabella è quella più lontana da me caratterialmente, lei è vamp e molto vissuta. E’ una donna che non si fa prendere in giro, che ha tutto sotto controllo e che non si scompone per niente. E’ un personaggio assolutamente interessante, anche perchè è totalmente differente da me e quindi più stimolante da studiare. Questi sono i ruoli rossiniani che canto di più, ma mi piacciono molto anche i ruoli en travesti.

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Foto di Franco Lannino

Amo molto Malcolm de “La donna del lago”, Tancredi e Arsace di “Semiramide”. Il primo l’ho già cantato ed è stato bellissimo, perchè ti permette di alternare questa assoluta dolcezza nel canto, a momenti, in cui anche scenicamente deve emergere la virilità del guerriero. E’ una vocalità che guarda al romanticismo. Di Malcolm sono profondamente innamorata, forse anche perchè l’ho cantato a Pesaro e la musica de “La donna del lago” mi è entrata dentro profondamente, e credo sia una della opere più belle di Rossini.
Qual è l’emozione di cantare Rossini nella sua terra, a Pesaro?
Credo sia la cosa più bella del mondo e Pesaro è uno dei posti in cui sono stata meglio nella mia vita. Si respira un’aria diversa, nel senso che è un luogo dove si instaurano dei rapporti piacevoli e dove essendoci contemporaneamente più produzioni, si ha la possibilità di conoscere persone nuove. Cantare Rossini a Pesaro pensando che lui ha composto lì un gran numero delle sue opere e in giovanissima età (La Cenerentola a 24 anni) mi fa venire i brividi. E’ il luogo dove mi sono emozionata di più dopo il Teatro alla Scala, dove ho fatto “Le Comte Ory”. Insomma cantare Rossini a Pesaro è come il “cacio sui maccheroni”.

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Foto Piccinni

Parlaci del tuo debutto alla Scala e delle emozioni che hai provato. 
La Scala è sicuramente il tempio della lirica e quindi è stata una grande emozione. Innanzittutto è stata una bella sifda prendere le misure con quel palcoscenico. Si sente il peso della storia del teatro, ma sono contenta di come andata. La produzione di Laurent Pelly era bellissima e mi sono divertita tanto. Ho vissuto un periodo da sogno e ne ho un bellissimo ricordo. Il ruolo di Isolier spero di rifarlo presto, perchè queste opere rossiniane che si fanno raramente hanno una loro particolare bellezza.

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Foto di Sergio Alberto Gonzalez

Come nel caso de “Le Comte Ory” anche ne “La Forza del Destino” al Teatro Regio di Parma ti sei confrontata come una messinscena assolutamente non tradizionale?
Nella Preziosilla che ho fatto a Parma mi sono confrontata con una messa in scena che non chiedeva molti movimenti. Mi muovevo con i ballerini, sulla tarantella in particolare, ma era un lavoro molto introspettivo, ero vestita con una foggia maschile. Stefano Poda (il regista) aveva una visione assolutamente diversa del personaggio, molto seria e marziale nei movimenti e anche nelle intenzioni vocali. Questo perchè il tuo canto prende forma anche sullo spettacolo e ne esce un personaggio completamente diverso. Qui a Verona è stato come debuttare perchè la produzione di Pier Francesco Maestrini è più vicina alla tradizione e al carattere del personaggio. Ho vissuto due esperienze completamente diverse. Forse era più difficile quella di Parma, perchè c’era veramente da fare uno sforzo fisico e mentale che mi ha incuriosito e allo stesso tempo stancata, ma intrigata. Era uno spettacolo bello, simbolico e che mi rimarrà impresso. In questo di Verona mi sento più me stessa.
amaru_419Quali sono i ruoli che sogni?
Nei miei sogni c’è Carmen (che non è lontanissima come personaggio da Isabella) , Amneris e poi covo il sogno di essere Santuzza.
Prossimi impegni.
Questo è l’anno per me di Cenerentola e Barbiere di Siviglia. Sarò Rosina al Teatro dell’Opera di Roma, alla Fenice di Venezia e Angelina al Teatro Regio di Torino e al Massimo di Palermo. Essere Cenerentola nel teatro della mia città mi rende molto felice e la considero una vittoria. A Palermo ho già fatto Il Barbiere di Siviglia, ma Angelina per me, ha un valore speciale, è il ruolo che mi ha fatto nascere artisticamente. In quell’occasione dovrò fare i conti con l’emozione, perchè è il teatro che mi ha visto nascere, dove lavorano i miei genitori e dove mi conoscono “anche le sedie”. E’ un appuntamento che aspetto con ansia.

In bocca al lupo a Chiara Amarù e Grazie!

Francesco Lodola

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