TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA: “SIMON BOCCANEGRA”

phpThumb-1Anche per il teatro Carlo Felice è giunto il momento di aprire la stagione 2015-2016, inaugurazione avvenuta in pieno stile genovese con l’opera verdiana Simon Boccanegra, in una coproduzione col teatro La Fenice di Venezia dove è andata in scena poco meno di un anno fa, ripreso anche dalle telecamere di Rai 5.
Inizio dalla regia essenziale ma d’effetto, firmata, così come le scene, da Andrea De Rosa, che mi ha positivamente stupito: i bellissimi filmati di paesaggi marini, ripresi da Pasquale Mari e proiettati sul fondale, hanno saputo rendere appieno, senza risultare eccessivi, la sensazione di intimità e allo stesso tempo di inquietudine nella sua onnipresenza, assistendo ad ogni avvenimento nella vita dei protagonisti come una sorta di Dio che attende i suoi figli fin dopo la morte. Meno efficace, agli occhi miei, la grande struttura che assume la funzione da semplice parete interna tappezzata a parete esterna con porticato e arcate e via dicendo seguendo il corso dell’opera.phpThumb-4 Non spiacevole il fantasma di Maria, madre di Amelia, interpretato da Luisa Baldinetti, che si presenta in alcuni momenti, se così posso definirli, intimi e toccanti dell’opera, come la riunione tra Simone e Amelia, il momento di riflessione del Doge prima di bere l’acqua avvelenata, o per finire la morte tra le sue braccia, di Simone.
Se vogliamo scendere, a mio parere più nei dettagli, una cara amica mi ha fatto notare come sia stato, chiaramente non nella volontà del regista, paradossalmente buffo rispetto al contesto, che il condono per i Grimaldi, porto dal Doge a sua figlia, fosse un foglietto piegato in quattro piuttosto che una più sensata pergamena.
Molto belli e garbati i costumi di Alessandro Lai.
Analizzo ora le varie performance musicali, iniziando dall’assai soddisfacente orchestra del Carlo Felice, diretta efficacemente ed equilibratamente dal maestro Stefano Ranzani.
Altrettanto buona la prestazione del coro, diretto da Pablo Assante, come testimoniano i lunghi e meritati applausi rivolti agl’artisti del coro ed al loro maestro.
2 amelia ( b. frittoli ) simon boccanegra ( f. vassallo )Le voci sono nel complesso soddisfacenti. Simon Boccanegra è interpretato da Franco Vassallo, al debutto nel ruolo, e penso di poter parlare oggettivamente affermando che sia stato il punto migliore di tutto il cast: dotato di un timbro molto gradevole e sonoro ed una presenza scenica imponente, ha saputo rendere assai bene il quadro del personaggio in tutte le sue facce, da quella del padre umano e pietoso a quella del Doge autorevole e generoso.
Non egualmente entusiasmante, ma comunque pregevole la prestazione del basso Marco Spotti nel ruolo di Jacopo Fiesco, completo sia a livello vocale sia a livello scenico. Di notevole e rara intensità è stata infatti la resa nella scena dell’ultimo incontro tra Fiesco e Boccanegra.
Il giovanissimo soprano Benedetta Torre, impegnata nelle recite del 27 e 31 ottobre, ha dovuto interpretare il ruolo di Amelia anche il 25, a causa di un’improvvisa indisposizione di Barbara Frittoli.phpThumb-2
La Torre ha saputo dimostrare di avere grandi potenzialità, forse un po’ impacciata e statica nella recitazione, ma interessante sul piano vocale, debole nell’ingresso al I atto, è poi riuscita nel corso dell’opera a sfoggiare una buona gamma di sfumature tale da rendere il personaggio non del tutto piatto almeno sul piano vocale.
Il Gabriele Adorno di Gianluca Terranova non mi ha convinto molto, nulla di particolare sotto il piano recitativo, ma è su quello vocale che sono emersi i principali dubbi: il suo timbro è potente, ma nelle note acute e con dinamica “piano” la voce è ingolata e spesso tende a non avere lo stesso punto di focalizzazione e l’aria con seguente cabaletta “sento avvampar nell’anima… cielo pietoso rendila” sono eccessivamente spinte.
Deludente sia sul piano vocale che recitativo Gianfranco Montresor nel ruolo di Paolo.
Corretti I ruoli minori: John Paul Huckle (Pietro), Giampiero De Paoli (Un capitano), Kamelia Kader (ancella di Amelia).
Nel complesso, questo Simone, ha permesso al teatro Carlo Felice di inaugurare più che dignitosamente la nuova stagione.

Stefano Gazzera

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