INTERVISTA A CARLO COLOMBARA

Abbiamo raggiunto telefonicamente Carlo Colombara, il grande basso di fama internazionale, prima della partenza per la Cina dove sarà Mephistopheles nel “Faust” di Gounod al ventinovesimo International Music Festival di Macao. Abbiamo parlato del suo percorso ormai trentennale e dei suoi progetti futuri.

396041_10150893464616881_1928472204_nInnanzitutto come si è avvicinato al mondo dell’opera?
Mi sono avvicinato al mondo dell’opera grazie alla scuola che mi portò a nove anni ad andare a vedere “Carmen” da lì mi sono innamorato e avrei fatto qualsiasi per entrare nell’ambiente del teatro. Allora pensavo di voler diventare o un direttore d’orchestra o comunque un orchestrale. Il canto è venuto dopo, a 15 anni, quando ho provato ad andare da un maestro di canto che mi ha tirato fuori una voce che non credevo di avere. Ho studiato molto (aspettando anche le voce maturasse e si sviluppasse) e ne è uscita una vocalità che anno dopo anno diveniva sempre più importante. Ho cominciato a cantare in un coro per poi arrivare ad affrontare piccole parti e successivamente i grandi ruoli.
Quando lei ha iniziato la sua carriera l’opera stava vivendo ancora un’epoca d’oro….quali sono i ricordi di quegli anni?
Si, è vero, quando ho iniziato vi erano gli ultimi sprazzi di quella che viene chiamata l’età d’oro dell’opera. Ho cominciato con cantanti come Aldo Protti, Gianni Raimondi, Giangiacomo Guelfi, insomma la vecchia generazione. Ricordo Ghena Dimitrova, Luciano Pavarotti, Jose Carreras, Placido Domingo, Renato Bruson. Ed ora vengono avanti i giovani ed è bello poter cantare con loro. Sono contento di aver vissuto quell’ultimo periodo di quell’epoca dorata dove il cantante aveva un peso maggiore nelle decisioni e anche un rispetto diverso. Oggi non è più così.

10339593_10152827367536881_8696552329251064539_nChe cosa si poteva imparare dal cantare al fianco di questi grandi artisti?

Tutto….io ho veramente imparato tutto. Quando si ha la fortuna di essere al fianco di grandi cantanti si cerca di assorbire tutto da loro, i loro gesti, di rubare i loro segreti. Sono cose che non ti trasmette nessun maestro ma che si imparano in palcoscenico con l’esperienza. Con Renato Bruson per esempio ho avuto la possibilità di confrontarmi più volte imparando moltissime cose come con Leo Nucci e Bonaldo Giaiotti.
Come descriverebbe la sua voce?
Direi che è una voce sana e già questo non è poco visti i trent’anni di carriera che ho alle spalle. Canto ancora i ruoli che facevo vent’anni fa con facilità. Come vocalità direi che sono un basso cantabile, all’italiana, e portato quindi verso il repertorio belcantistico e verdiano.
Nell’album uscito recentemente per DECCA, “Great Opera Scenes” emerge la volontà di cantare anche il repertorio wagneriano. Qual è l’apporto che potrebbe dare un cantante di scuola italiano al repertorio di Wagner?
Credo che ogni cantante italiano potrebbe avvicinarsi al repertorio wagneriano che richiede anch’esso una cantabilità e un’attenzione alla linea. Wotan è poi per un basso un ruolo importantissimo. Essendo poi io un artista curioso mi è sempre piaciuto cantare cose particolari e impegnative: dal Rossini serio fino a Wagner. Non mi sono mai accontentato di cantare poche cose. Ho inciso per esempio un disco di musica vocale francese (Dukas e Faurè), mi sono avvicinato alla musica russa, quest’anno infatti debutterò Boris in “Boris Goudonov”.

315086_10150312525451881_5605545_nProssimamente sarà Méphistophélès in “Faust” a Macao….come si è avvicinato a questo ruolo fondamentale nel repertorio di un basso?
E’ un ruolo difficile perchè sta in scena dall’inizio alla fine, apre l’opera e la conclude. Ci vuole quindi una tecnica solida che ti assicuri la tenuta per tutta la performance. Quando parlai del ruolo con Nicolai Ghiaurov lui mi disse che dopo i quarantacinque anni decise di non cantare più “Faust” perchè probabilmente lo stancava. Ognuno ha la sua voce e spero di poterlo rendere come vorrei.
In questa stagione ha fatto anche il suo ritorno al Teatro alla Scala dopo alcuni anni di assenza come Il Re in “Aida” e Colline in “Boheme”. Quali sono state le emozioni del ritornare in un teatro così importante per la sua carriera?
Con il Teatro alla Scala ci sono già dei progetti per le prossime tre stagioni. La Scala è il teatro dove è partita la mia carriera. Nel 1989 vi ho debuttato sotto la direzione di Riccardo Muti e vi ho cantato per dodici anni ininterrottamente. Poi vi sono stati alcuni anni di pausa e ora tornarci è stata una grande gioia. Diciamo che alla Scala la parte difficile non è arrivarci ma rimanerci come si dice e sono orgoglioso di esserci riuscito.
1555335_10152372882176881_8378020349013608904_nNelle scorse settimane ha partecipato inoltre all’esecuzione della Messa di Requiem di Verdi sotto la direzione di Zubin Mehta, con i complessi della Scala nella Chiesa di San Marco a Milano. Qual è stata l’emozione di cantare nel luogo dove questo capolavoro è nato?
E’ stato molto emozionante e penso lo sia stato anche per Mehta, che ha avuto l’onore di poter essere sul podio che fu di Giuseppe Verdi alla prima. C’era un’atmosfera particolare e bellissima. E’ stata un’esecuzione sentita con una chiesa gremita. Un ricordo che porterò con me.
Ci sono ancora dei ruoli che vorrebbe affrontare ma che ancora non le sono stati proposti?
Mi piacerebbe affrontare il repertorio russo e poi magari “Don Quichotte” di Jules Massenet. Sono le due cose che mi mancano, per il resto ho fatto tutto quello che mi ero prefisso. Mi interessa un po’ meno il repertorio wagneriano a meno che non lo affronti in forma di concerto. Lo trovo veramente difficile e non me la sento di mettermi a studiarlo ora. Anche il repertorio russo è molto difficile ma ne sono più attratto e ciò mi spinge a studiare anche la lingua russa poichè credo sia importante per trasmettere il significato della parola cantata.

262462_10151363000771881_1919247246_n
Nelle ultime stagioni ha anche affrontato il ruolo di Morales nell’opera “El Juez” accanto a José Carreras. Quali sono stati gli stimoli di poter lavorare su un’opera direttamente con il compositore?
E’ stata un’esperienza molto bella perchè con il compositore si può discutere sui cambiamenti di note. Nessuno ha cantato il tuo ruolo prima di te e quindi è un’esperienza di enorme soddisfazione. La bellezza di poter avere davanti al compositore è incomparabile e accade raramente, puoi chiedere delle modifiche come accadeva nell’Ottocento quando i cantanti si facevano comporre delle cabalette. E’ una relazione con l’autore più stimolante e ravvicinata.

Qual è il ruolo che le ha dato più soddisfazioni?
I ruoli che mi hanno dato più soddisfazioni sono quelli che hanno una forte componente teatrale come Filippo II di “Don Carlo”, Jacopo Fiesco in “Simone Boccanegra” e Attila. Non mi piacciono quei ruoli che si limitano ad essere un puro canto.
2136_67939651880_7561_nProssimi impegni.

Tra pochi giorni partirò per la Cina per “Faust”, poi “Rigoletto” alla Scala e al Teatro Real di Madrid, un concerto in memoria di Elena Obraztsova a Mosca e “Aida” con Zubin Mehta. Ho in calendario anche altri Verdi Requiem a Monaco e Praga. Poi ci sono molti altri progetti.

Un ricordo di Elena Obraztsova.

Era una persona straordinaria, che aiutava i giovani. Una donna dalla eccezionale umanità oltre alla grandezza artistica. Una grande perdita. Mi ha fatto molto piacere essere stato invitato a San Pietroburgo per i suoi cinquant’anni di carriera e averla potuta omaggiare con il mio canto. Purtroppo l’unica cosa che non ho potuto fare è cantarci insieme. Tuttavia alla festa dei suoi cinquant’anni ho potuto cantare con lei “Summertime” durante la cena.

In bocca al lupo a Carlo Colombara e grazie per la sua disponibilità! 

Francesco Lodola

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...