WORKSHOP ENOA CON JUNE ANDERSON E CECILIA GASDIA

IMG_3984Nella sala concerti di Casa Boggian, in Stradone Maffei, a Verona, si è svolto dal 21 al 25 settembre un workshop di canto lirico Enoa (European Network of Opera Academies) in collaborazione con l’Accademia per l’Opera italiana di Verona, tenuto da due autentiche stelle del teatro musicale, il soprano veronese Cecilia Gasdia e la statunitense June Anderson. Hanno partecipato studenti di canto (soprani, tenori e mezzosoprani) provenienti da diversi paesi europei. Materia del workshop erano le arie e i duetti tratti da “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini e “Roméo et Juliette” di Charles Gounod. La settimana verteva proprio sullo studio dei ruoli di Romeo e Giulietta e in generale sul metodo di preparazione di un ruolo operistico.
12042618_772675652843238_448685979162731923_nCecilia Gasdia ha legato tutta la sua carriera al belcanto e ad autori come Gioachino Rossini e Vincenzo Bellini. Giulietta ne “I Capuleti e i Montecchi” rappresenta il primo ruolo affrontato subito dopo aver vinto il concorso “Maria Callas” nel 1980, mentre la Juliette di Gounod rappresenta la sua prima e unica apparizione al Metropolitan Opera di New York, accanto al Roméo di Alfredo Kraus e sotto la direzione di Placido Domingo. In questa settimana di workshop ha accompagnato i cantanti al pianoforte dimostrando la sua grandezza come musicista prima che cantante. Interessantissimi i suoi interventi e i suoi consigli riguardo il solfeggio, la costruzione della frase musicale e la prassi esecutiva.

June Anderson, cantante dalla sfolgorante fama (ricordiamo la vittoria 12049630_772675502843253_6548014828875362087_ndel Grammy Award nel 1991 per l’incisione di “Candide” con Leonard Bernstein), è stata Giulietta ne “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini al Teatro alla Scala di Milano, in una delle tappe più importanti della sua luminosa carriera. La signora Anderson ha messo in luce la sua assoluta incarnazione nella musica del Cigno di Catania, seguendo i cantanti con grandissima attenzione, suggerendo loro le situazioni e gli stati d’animo. Attraverso le sue parole sembrano rivivere tutte le emozioni della musica belliniana.
Possiamo concludere ancora una volta lodando questa iniziativa che se fosse stata più pubblicizzata, avrebbe permesso, essendo aperta al pubblico, di conoscere ancora più a fondo la musica legata ai due amanti veronesi. Ricordiamo inoltre la collaborazione, per la realizzazione di questo evento, del Conservatorio “F. E. Dall’Abaco” di Verona che ha messo a disposizione la propria Sala Concerti e di Cariverona e AGSM per il sostegno finanziario.

Francesco Lodola

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