Arena di Verona 2015: IL BARBIERE DI SIVIGLIA

La recita del 20 agosto 2015 de “Il Barbiere di Siviglia” all’Arena di Verona non si è conclusa come di consueto con i fuochi d’artificio a causa del vento fortissimo e freddo che sferzava nella città scaligera. Il fare musica all’aperto implica anche adeguarsi alle situazioni atmosferiche che talvolta mettono in difficoltà la riuscita di uno spettacolo. Non in questo caso. de Simone - Beltrami L’allestimento dell’opera rossiniana era quello ormai celebre firmato da Hugo De Ana, uno dei suoi migliori insieme alla “Tosca” ripresa questa stagione. Il regista argentino ambienta le vicende del factotum ispanico in un immenso labirinto di siepi dominate da gigantesche rose, su cui volano leggiadre farfalle colorate. Tutto è sognante e fantasioso. Rosina è come un piccolo usignolo in gabbia, rinchiusa in questo giardino meraviglioso, è un’adolescente che è pronta ad innamorarsi e a spiccare il volo. Il ritmo della messa in scena è come quello di una danza irrefrenabile e sfrenata, come vulcanici sono gli intrichi della vicenda. Uno spettacolo bellissimo esteticamente, lineare, di grande eleganza. Bellissimi i costumi dello stesso De Ana e vivacissime le coreografie di Leda Lojodice.

Giacomo Sagripanti sul podio ha offerto una lettura brillante della partitura, attenta alle esigenze del canto e delle dinamiche teatrali. Brillante come la prova del coro e dell’orchestra.

Victor Garcia Sierra (Un ufficiale) e Nicolò Ceriani (bravo Fiorello e divertente Ambrogio) erano puntuali e efficaci nei rispettivi ruoli. Silvia Beltrami era una Berta teatralmente centratissima. La sua non è una vecchia serva annoiata e depressa ma una vispa e vivace donna, indispettita e grintosa. Divertentissima la gag degli starnuti, inseriti perfettamente nel tessuto ritmico rossiniano. Jessica Pratt - Rosina

Roberto Tagliavini è stato un Don Basilio eccellente. Non avevamo mai visto il cantante così coinvolto scenicamente e attivo nel creare un personaggio irresistibile, simpaticissimo. Vocalmente ci troviamo di fronte ad uno dei bassi migliori del momento che canta con classe innata e ottima tecnica.

Bruno De Simone (Don Bartolo) si riconferma interprete di riferimento per questo ruolo. Il suo personaggio è elegantissimo ma è travolgente e anche nel canto risulta sempre perfetto. In particolare vorremmo mettere in rilievo l’attenzione alla scansione della parola. Nessun accento viene tralasciato e ogni nota è perfettamente sgranata.

Juan José de Leòn (Il Conte d’Almaviva) ha una voce di timbro grazioso e tecnica sicura. La voce corre perfettamente in sala e dà il suo massimo nei momenti solistici del primo atto. Ha scelto opportunamente di tagliare l’aria finale. Sicuramente il debutto in Arena non è facile per nessuno e quindi sicuramente nelle prossime recite affinerà tutte le armi per poter ottenere più sfumature e più mordente nei recitativi.

Mario Cassi - Figaro

Jessica Pratt riprendeva l’antica tradizione di affidare il ruolo di Rosina ad un soprano di coloratura con inutili polemiche annesse. Inutili perchè il ritratto della Pratt è ragguardevole e perfettamente inserito nello spettacolo. Rosina è per il soprano australiano un’adolescente, ingenua, priva di sovrastrutture ma che all’occasione sa mettere in gioco quella naturale scaltrezza giovanile. L’abbiamo apprezzata in particolare nel secondo atto e nell’aria e variazioni “Deh! torna mio bene” che sostituiva “Contro un cor”, dove poteva sfoggiare tutto il suo virtuosismo spericolato ed entusiasmante. Ora però vorremmo che l’Arena offrisse alla Pratt un ruolo in cui può mettere veramente in gioco il suo essere artista a trecentosessanta gradi.

Mario Cassi è un Figaro assolutamente strepitoso. Innanzitutto la vocalità di timbro bellissimo, pieno, rotondo e dal volume imponente che passa perfettamente la buca. Poi la linea di canto sempre elegante e mai sguaiata o esagerata. Resta da dire dell’interprete pieno di verve ed un vero macchinatore ingegnoso. Un cantante veramente notevole ed un interprete assolutamente impagabile, di cui seguiamo la carriera con vivo interesse.

Caloroso successo da un’Arena assolutamente non piena, ma più popolata dell’Aida della sera prima.

Francesco Lodola

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