Arena di Verona 2015: NABUCCO (Cast alternativo)

Il 18 agosto è andato in scena “Nabucco” all’Arena di Verona con un cast del tutto rinnovato rispetto a quello da noi visto nella recita del 3 luglio. Per i dettagli della messa in scena rimandiamo alla recensione di allora, ribadendo l’assoluta coerenza della regia lineare di Gianfranco De Bosio e la semplice suggestività delle scene di Rinaldo Olivieri. main.257NAB_47_20130725

Siamo stati contentissimi di aver ritrovato sul podio Julian Kovatchev, in grande forma. La sua direzione mette in rilievo tutti le preziosità di questa partitura ma anche le parti più battagliere e marziali e il tutto con grande attenzione per il palcoscenico, nonostante qualche scollamento. Bene l’orchestra mentre il coro non è apparso almeno nella prima parte nella sua forma migliore però è stato successivamente protagonista di una superba esecuzione di “Va’ pensiero” bissata a furor di popolo.

Bene si sono comportati Francesca Micarelli (Anna), Antonello Ceron (Abdallo) e Gianluca Breda (Il gran sacerdote di Belo).

Alessandro Fantoni è stato un Ismaele di bel timbro e anche con un fraseggio curato. Tuttavia è parso un po’ intimidito dagli spazi areniani non riuscendo ad emergere quanto avrebbe meritato.

main.060815_Tosca_FotoEnnevi057_20150806[1]Nino Surguladze è una Fenena grintosa, innamorata e pronta a lottare per i propri valori. La cantante dotata di notevole appeal scenico e di voce ampia e risoluta si è ritagliata un notevole spazio, facendoci augurare di risentirla in un ruolo più ampio su questo palcoscenico.

Vitalij Kowaljow (Zaccaria) ha messo tutta la sua esperienza al servizio del personaggio e se la voce non è timbricamente vellutata, la tecnica e il volume sono assolutamente degni di nota e il fraseggio appare miniato e scolpito nel bronzo. Anche il personaggio scenicamente è nobile, fiero, altero e impone un timore reverenziale, proprio come richiesto.090715_Nab_FotoEnnevi_155_20150709 Branchini

Susanna Branchini si rivela ancora una volta un’interprete di assoluto interesse. Tutti i passaggi più ostici del ruolo di Abigaille sono superati con facilità e la voce risulta omogenea dal registro grave fino ad un impressionante registro acuto. La cantante ci galvanizza per la sua grinta che sfocia nella cabaletta del secondo atto (“Salgo già del trono aurato”) e nel duetto con Nabucco del III coronato da un fulmineo Mib sovracuto. L’interprete di affascina con la sua presenza scenica regale e ferina.

Infine Ambrogio Maestri che entra e cattura tutti per la sua voce gigantesca che scolpisce parola per parola ogni emozione ed ogni violento fremito del cuore di Nabucco. Ma non è il solo volume ad impressionare ma è anche la capacità di assecondare la dolcezza della linea di canto verdiana come nella preghiera “Dio di Giuda”  che viene scolpita con accenti marmorei ma di sincera commozione. L’interprete ci rende un personaggio che da statuario diventa umano e vulnerabile.

Grande successo da un’arena non particolarmente piena.

Francesco Lodola

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