INTERVISTA A OMAR MONTANARI

Abbiamo incontrato Omar Montanari, impegnato in questi giorni nelle prove per “Il Barbiere di Siviglia” all’Arena di Verona dove interpreterà Don Bartolo nelle date del 28 agosto e del 4 settembre 2015. Questa produzione vedrà il suo debutto nell’anfiteatro veronese. Montanari è un giovane baritono riccionese in grande ascesa, si sta affermando come una delle più notevoli personalità artistiche nel repertorio del belcanto italiano emergendo in ruoli come “Don Alfonso” in “Così fan tutte” e “Don Bartolo” ne “Il Barbiere di Siviglia”. Gli abbiamo rivolto alcune domande sul suo percorso, sui suoi traguardi futuri e sull’imminente debutto areniano.
Innanzitutto, come descriveresti la tua vocalità?
Sin dai primi anni di studio al Conservatorio Rossini di Pesaro ho capito che la mia vocalità ed il mio temperamento si sarebbero espressi al meglio e con profitto nel repertorio buffo in generale, un pò per un innata propensione al sillabato ed alla coloratura, ed un pò perché questo genere di opere buffe mi sono sempre piaciute tanto. Quindi ritengo che da quindici anni a questa parte (mi sono diplomato nel settembre 2000) questo sia il mio repertorio, adatto al mio tipo di vocalità. Negli ultimi anni poi, con un pizzico di maturità in più, la mia vocalità ha acquisito anche il piacere e la capacità di valorizzare il ‘legato’,  così mi sono dedicato anche al ‘Don Alfonso’, al ‘Don Pasquale’,  al Germano della Scala di Seta, senza però abbandonare mai il mio amato Don Bartolo.
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Come ti sei avvicinato al canto lirico?
Al canto lirico mi sono avvicinato da adolescente, per puro caso. Ero un attento ascoltatore di qualsiasi cosa uscisse riprodotto dai dischi o dalle musicassette, qualsiasi genere, purchè la musica accompagnasse le mie allegre giornate di ragazzino. Per caso mi capitò fra le mani un vinile del Trovatore e, senza pregiudizi, mi misi ad ascoltare questo capolavoro.. Fu un colpo di fulmine. Decisi: da grande io voglio fare il cantante lirico. Avevo 13 anni…
La tua carriera è legata a Rossini….cosa ti rende congeniale questo autore? 
Non so cosa mi renda congeniale a questo amato autore. Sicuramente oltre che come musicista assoluto a me piace amare anche il lato umano di Rossini: questo suo modo unico di musicare i sentimenti umani e di sublimare in egual maniera il dolore o la gioia, la rabbia e l amore.. Non so trovo questo lato di Rossini così unico..
Il 28 agosto farai il tuo debutto in Arena….quali sono le emozioni e le difficoltà di cantare in questo spazio particolare?
L’Arena.. Dio mio, al solo pensiero mi tremano i polsi. Però che luogo unico al mondo. Quando settimane fa facevo le prove di assieme di Barbiere pensavo: Santo cielo sto sognando.. Ed invece ero lì, a cantare il mio Don Bartolo. Forse le uniche difficoltà sono legate al fatto che, data l’immensità dello spazio areniano, certe espressioni mimiche del viso o della postura probabilmente andranno perse.. Mi conforta però il ricordo di un’interpretazione del Barbiere lo scorso anno a Caracalla, altro immenso spazio. Anche lì stessi problemi o dubbi legati all’interpretare un ruolo in un così grande spazio. Ma alla fine tutti erano così contenti ed entusiasti che per una volta mi sono tranquillizzato un poco anch’io!
image5Hai cantato I due Figaro sotto la direzione del maestro Muti…in che modo quest’esperienza ha arricchito il tuo bagaglio artistico?
Quello de ‘I Due Figaro’ rimarrà un ricordo assolutamente unico per me. Se non altro per l’impegno meticolosissimo con il quale, sotto la guida del Maestro Muti, io e i miei colleghi ricreammo, in prima assoluta in tempi moderni, lo spirito della musica di Mercadante. Con questo capolavoro ho calcato i palcoscenici di Salisburgo, Ravenna, Madrid e Buenos Aires.. Come si fa a dimenticare tutto questo?
Nel 2013 hai cantato il protagonista di Don Pasquale a Verona con la regia di Antonio Albanese….com’è stata l’esperienza di lavorare con un regista proveniente dal cinema e dalla prosa? 

Quella di Don Paquale è un altra esperienza che mi ha segnato profondamente. Ero al mio debutto in quest opera. Rendere credibile a 38 anni il protagonista che va ‘per i settanta’ di certo non fu impresa facile. Però mi sentivo presuntuosamente vocalmente pronto e preparato ed immensamente felice di collaborare con Il Maestro Albanese e sotto la direzione musicale di Omer Meir Welber. E così fu.image3 Un mese di prove bellissime dove in scena mi sentivo protetto e guidato dall’esperienza attoriale di Albanese e musicalmente trascinato dalla brillantezza e poesia di Welber. Nacque Don Pasquale.. Albanese era rispettosissimo di tutto: del canto in primis, e poi della psicologia dei personaggi.. Ha ‘invecchiato’ il mio Pasquale non solo nel trucco e parrucco.. lo ha invecchiato nell’anima, che forse è la cosa più importante.. Era anche lui al debutto nella regia di questo capolavoro donizettiano.. Alla prova generale, dopo il primo atto, salì commosso in palcoscenico e mi disse: ‘Tu per me sei come un foglio bianco da riempire’.. L’età vera dell’interprete del Don Pasquale (i miei soli 38 anni) faceva spazio alla magia del sogno dell’interpretazione. Non potrò più dimenticare..

Quali sono i ruoli che vorresti affrontare in futuro? 
Vorrei cantare più Don Pasquale e più Leporello in futuro. Per sfizio mio, perchè adoro questi due ruoli. Però avendo avuto la fortuna di interpretarli mi sento ovviamente lusingatissimo ed in ‘diritto’ di poter umilmente dire la mia.  Un ruolo a cui penso è Gianni Schicchi.. Forse un giorno chissà. E poi un altro sogno è quello di chiudere la carriera interpretando la Maga del Dido and Aeneas.. Non so perché, ma mi affascina da morire. Chissà se qualcuno avrà mai il coraggio di scritturarmi in un ruolo simile. Staremo a vedere.
Un sogno impossibile…

Non vivo di sogni impossibili. Quelli a cui tenevo si sono realizzati.

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“La Dirindina va a teatro” di Domenico Scarlatti al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nel 2006

Mi rivedo bambino ascoltare Il Trovatore in vinile ed a sognare un palcoscenico.Sono riuscito a calcarlo con studi e sforzi inumani. Ma sempre con immensa gioia ed umiltà.

Prossimi impegni.
Chiuderò il 2015 a San Paolo del Brasile con ‘Così fan Tutte’ sotto la direzione del Maestro Alessandrini e la regia di Pier Francesco Maestrini. Prima però ho una ripresa di Cambiale di Matimonio in Fenice ed una nuova produzione di Così fan Tutte a Firenze.
Grazie a Omar Montanari e in bocca al lupo!!!
Francesco Lodola
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