ARENA DI VERONA 2015: DON GIOVANNI (CAST ALTERNATIVO)

Il 30 luglio è andato in scena all’Arena di Verona “Don Giovanni” con un cast quasi del tutto diverso rispetto a quello della prima. Per la parte dell’allestimento e della regia rimandiamo alla recensione di alcune settimane fa, confermando le impressioni avute allora di uno spettacolo bello esteticamente ma vuoto di significato.

Per la parte musicale si conferma anche la direzione di Stefano Montanari, ottimo concertatore, che conosce tutti i segreti di questa partitura per renderne evidente ancora una volta la sua sconvolgente modernità. Tempi serrati che si aprono in oasi liriche di grande effetto e suggestione.

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Ingsum Sim (Il Commendatore) è veramente una voce di basso da tenere d’occhio. Volume imponente e fraseggio morbido, nobile e assolutamente raffinato. Nei ruoli di Masetto e Zerlina si confermano Natalia Roman e Christian Senn, che vorremmo vedere in ruoli più impegnativi per far brillare le loro capacità.

Don Ottavio era Saimir Pirgu. Ottimo per qualità di voce ed eleganza scenica, in un ruolo che sembra quasi essergli diventato stretto. Risulta meglio nella seconda aria (“Il mio tesoro intanto”) dove può sfoggiare una cifra eroica notevole.

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Daniela Schillaci si riconferma come nella scorsa recita una delle migliori Donna Elvira su piazza. Voce lucente, squillante, fraseggio veramente eccellente, dizione impeccabile. Oltre a questo anche un superbo dominio dei passi fioriti e dei fiati.

Leporello era Marco Vinco, cantante ormai esperto di questo ruolo e che ha ribadito la sua congenialità a questo repertorio. Il basso veronese crea un personaggio assolutamente simpatico, pieno di energia e vitalità. Ogni recitativo è detto con accenti diversi, giocati sulle parole, sui suoni. Un’interpretazione veramente ottima.

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Ekaterina Bakanova era sia al suo debutto areniano che nel ruolo di Donna Anna. Bisogna dire che l’ardua prova è stata superata e veramente in maniera eccellente. La cantante ha potuto infatti contare su una presenza scenica assolutamente vincente sin dall’entrata del primo atto. La voce ha risposto benissimo alle intenzioni dell’interprete arrivando al culmine del pathos nella seconda aria “Non mi dir bell’idol mio” veramente suggestiva.

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Dalibor Jenis è stato chiamato a sostituire il previsto Ildebrando D’Arcangelo nelle ultime due recite. Sicuramente ci troviamo di fronte ad un cantante di grande esperienza (anche areniana), tuttavia non crediamo che il repertorio mozartiano gli sia congeniale del tutto. Non parliamo dal punto di vista vocale ma stilistico. Sicuramente il baritono crea un personaggio carismatico ma certe volte indulge a dare troppo effetto ai recitativi e al canto.

Alla fine grande successo da un’Arena piena nelle gradinate ma vuotina in platea.

Francesco Lodola

(FOTO ENNEVI)

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