Teatro Filarmonico di Verona: LA BOHEME

Il 7 Novembre 2014 è andata in scena in un gremitissimo Teatro Filarmonico l’anteprima giovani de “La Bohème” di Giacomo Puccini nella produzione firmata dalla regia di Pier Francesco Maestrini, per le scene e i costumi da Carlo Savi e per le luci da Paolo Mazzon.  La cornice scenica firmata da Savi è di grande eleganza e sobrietà. Intelligente l’idea di utilizzare delle proiezioni per creare le atmosfere delle varie scene. L’idea non è nuova ma è sicuramente efficace e non distrae lo spettatore dalla musica. Tuttavia i cantanti forse avrebbero avuto bisogno di una guida più articolata nella recitazione poichè in alcuni momenti sono sembrati spaesati, soprattutto i due protagonisti.

L’orchestra della Fondazione Arena di Verona era eccellentemente diretta dal giovane Jader Bignamini che nonostante si sia inserito successivamente nello spettacolo ha saputo tenere insieme in maniera ottima la buca e il palcoscenico. Anche il coro ha fornito una prova più che ottima diretto dal maestro Andrea Cristofolini.
Buona la compagnia di canto.
Tra le fila dei comprimari segnaliamo il Parpignol di Salvatore Schiano di Cola, l’Alcindoro di Pietro Toscano e il Benoit di Davide Pelissero.
Francesco Verna è uno Scahunard ottimo, dal bellissimo colore vocale e di grande verve scenica! Il cantante si è dimostrato pronto anche per ruoli più difficili.
Superbo il Colline di Marco Vinco, che ha regalato un’emozionante lettura della sua aria. Voce imponente e grande carisma.
Bravissimo anche il Marcello di Alessandro Luongo che per questo ruolo è una garanzia! Veramente una bellissima interpretazione la sua. Bravo!
Daniela Bruera avrebbe il carattere e la simpatia scenica per essere un’ottima Musetta ma la voce non ha un grande fascino e inoltre non è tecnicamente perfetta soprattutto nel registro acuto.
Rodolfo era Jean Francois Borras, tenore in grande ascesa che a Gennaio 2015 interpreterà questo ruolo anche al Metropolitan Opera House. Inizialmente timido, ha successivamente sfoggiato una voce timbricamente molto bella, tecnicamente ferrata che gli ha permesso di sfoggiare un fraseggio fresco e molto ricco.
Infine la protagonista, Elisa Balbo, giovane soprano italiano, che in natura forse non avrebbe il peso per essere Mimì….infatti nel primo atto (complice anche un’iniziale timidezza) gioca un po’ in difesa. Negli atti successivi tira fuori le sue armi migliori e nel III atto fraseggia un meraviglioso “Donde lieta uscì” e nel finale riesce ad emozionare.
Ottima anche la prova del coro di voci bianche A.Li.Ve. diretto da Paolo Facincani.
Successo strepitoso, con grida di “bravi” da un pubblico giovane che si mostra entusiasta…..e questo fa bene al cuore.
Francesco Lodola
(IeriOggiDomaniOpera)
20/11/2014
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