Teatro Filarmonico: Concerto VeronaLirica (18 gennaio 2015)

Con il nuovo anno è ritornato anche il consueto appuntamento concertistico mensile organizzato dall’associazione musicale “VeronaLirica”. Nuovamente si sono riuniti sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona un cast di cantanti e strumentisti di notevole livello. Partiamo dal ricordare la briosa presentazione di Davide Da Como. Patrizia Quarta al pianoforte ha accompagnato con la consueta grande professionalità ed eleganza i cantanti.

Davide Burani è un noto virtuoso dell’arpa e anche in questa occasione ha dimostrato tutte le sue qualità in una trascrizione per arpa del valzer di Musetta dalla Boheme e poi due fantasie di Giovanni Caramiello su temi de “La Traviata” e “Norma”.

Quattro i cantanti impegnati nel pomeriggio di VeronaLirica.
David Babayants impegnato nelle prove de “La Traviata”,  sostituiva il previsto Dalibor Jenis. Il baritono ha fornito una grande prova colpendo il pubblico soprattutto con una bellissima e matura interpretazione di “Cortigiani, vil razza dannata…” da “Rigoletto”.

Giorgio Berrugi è ormai diventato una solida realtà del panorama tenorile italiano. Si è fatto valere in un repertorio molto impegnativo in cui ha giocato le sue carte migliori che sono un timbro solare e una sincera verità espressiva che è emersa in “Una furtiva lagrima” e nel Lamento di Federico dall’Arlesiana di Cilea.

Luciana D’Intino è artista di grandissima esperienza e che possiede grande carisma e personalità interpretativa. Anche se purtroppo si inizia a percepire qualche segno di stanchezza nella sua voce, l’artista si è concentrata tutta nel donare scavo alle sue interpretazioni. In questo senso magnifica in “O don fatale”, l’aria della Principessa Eboli, cavallo di battaglia della D’Intino e nel duetto Amneris/Aida, nel quale ha incarnato una regalissima e altera principessa.

Lilla Lee ha offerto una prova alterna sul piano interpretativo. Vocalmente la cantante è veramente molto corretta, tuttavia è il lato, appunto dell’interpretazione che lascia talvolta a desiderare. Coinvolge abbastanza nel duetto di Aida e “In quelle trine morbide” da “Manon Lescaut”. Il duetto Nabucco/Abigaille che teatralmente la vede pronta vocalmente non le appartiene, essendo la voce della signora Lee di soprano lirico, al massimo lirico-spinto.

Grande successo per tutti.

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

28/01/2015

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