INTERVISTA A VIOLETA URMANA

Violeta Urmana, lituana, è ospite regolare dei maggiori teatri d’opera del mondo. Grandissima artista, ha collaborato con tutti i più importanti direttori d’orchestra dei nostri tempi da Abbado a Muti e Levine. Nel febbraio del 2014 il presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano le ha conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia. Nel 2013 ha debuttato all’Arena di Verona, durante il Festival del Centenario come Amneris nell’edizione storica del 1913 di Aida ed ha affiancato Placido Domingo e Daniel Harding in un gala celebrativo di Verdi e Wagner.  Ho avuto l’onore di poterla intervistare in occasione delle sue recite nel ruolo di Amneris nell’Aida in scena in questi giorni proprio a Verona.

La prima domanda non può che essere come si è avvicinata al mondo della lirica….

Sin da bambina, studiavo pianoforte ma cantavo volentieri in diversi terzetti, ottetti, cori….anche se inizialmente sognavo solo di diventare una pianista. A 16 anni però ho scoperto l’opera con le incisioni di Maria Callas… e mentre continuavo a studiare pianoforte, trascorrevo le giornate ad  ascoltare tutte le opere italiane e francesi. Nelle biblioteche pubbliche del mio paese natio la Lituania, c’erano molte incisioni operistiche…. ho ascoltato tutti, da Adelina Patti a Caruso, da Rosa Ponselle a Titta Ruffo fino alla Callas, Tebaldi ed altri cantanti  più recenti…. Prima di cominciare a studiare il canto ero quindi già ben informata …Terminati gli studi di pianoforte per quanto riguarda il canto ho dovuto comunque cominciare da zero. Ma avevo ideali alti e sogni audaci. Di certo non potevo minimamente immaginare una carriera mondiale, perchè allora (purtroppo) la mia nazione non era libera, non si poteva viaggiare liberamente… Ma ugualmente sognavo  New York, Parigi e Milano!  Sono stata tenace e mi sono prefissata di realizzare il mio sogno, ho studiato moltissimo la tecnica vocale e con un grandissimo bagaglio musicale, datomi dallo studio del pianoforte, ho creato e affinato il mio strumento per poi poter esprimermi al mio meglio. Essere una pianista mi ha aiutato moltissimo nella mia carriera.

Lei è un artista molto eclettica, come definirebbe la sua vocalità?

Quando ho cominciato a cantare ero convinta di essere un soprano… Forse perché i miei idoli erano tutti soprani e la mia estensione vocale ( tre ottave) mi dava ragione. Così nei primi anni di studio ho cantato la Regina della notte e La Sonnambula … Di certo il mio fisico non era e non è quello di un soprano di coloratura ne tantomeno di un soprano lirico…. ma continuavo a cantare Lucrezia Borgia, Violetta etc. Poi, ad un certo punto, chi mi ascoltava ha notato che la voce oltre all’estensione, possedeva un colore scuro, un timbro brunito, che faceva pensare anche ad una vocalità’ intermedia. Inizialmente ho preso questi consigli non bene…. Ma poi siccome mi interessava ed amavo anche il repertorio mezzosopranile Rossiniano,ho cambiato idea e per un anno circa ho cantato quasi esclusivamente Arsace, Cenerentola, Rosina etc…. Mi sono divertita un sacco e vista la particolarità della mia voce sono diventata da subito famosa nella Accademia dove studiavo … Dopo cinque anni di studi a Vilnius ed avendo vinto una borsa di studio per perfezionarmi all’Accademia dello Staatsoper mi sono trasferita a Monaco di Baviera dove per due anni  ho studiato con Astrid Varnay, proprio qui ho capito da subito, che il repertorio mezzosopranile drammatico acuto è il mio vero repertorio. Ho cominciato quindi a cantare Wagner e non solo. Dopo due anni di studi in Germania ho da subito debuttato al Festival wagneriano di Bayreuth e poco tempo dopo alla Scala di Milano. Per i primi dieci anni di carriera ho cantato con molta soddisfazione il repertorio mezzosopranile e le parti di “Zwischenfach” ( il repertorio tra soprano e mezzo). Le parti come la Eboli e Kundry erano le mie preferite. Nel 2000 ho avuto una sensazione, come se la voce si stesse liberando di peso e volesse salire… Nel 2001 a Bayreuth ho quindi debuttato nella parte di Sieglinde, e nel 2002 alla Scala come Iphigenie d’Aulide. Poi per 10 anni ho cantato solo ed esclusivamente da soprano, anche qui con molte soddisfazioni : Maddalena di Coigny, Amelia, Aida, Lady Macbeth, Leonora di Vargas, Norma, Wally, Medea, Gioconda, Tosca, la parte del Soprano nel Requiem di Verdi etc…Ad un certo punto pero’ mi sono resa conto che stavo trascurando il mio repertorio wagneriano…. Sono quindi ritornata ad interpretare Isolde, Sieglinde o Kundry. Ora dopo 22 anni di carriera ho deciso di rientrare al repertorio mezzosopranile italiano, pur continuando a cantare il repertorio sopranile wagneriano.Ci sono voci molto  definite, lo sviluppo delle quali è ben prevedibile. … invece io mi sento quindi di dire che la mia vocalita’ la avverto come un meraviglioso ed “eclettico” dono di Dio.


Appunto per questa vocalità eclettica ha cantato sia Aida che Amneris….come descriverebbe questi personaggi? E com’è il rapporto tra queste due donne?

Ho amato moltissimo il dolce e forte personaggio di Aida con la sua meravigliosa vocalità. Allo stesso modo amo anche Amneris parte che avevo cantato solo in due produzioni nel 1999-2000. Devo dire, che adesso riesco a gestire questa parte molto meglio di prima… la sento davvero mia, è una donna molto forte, interpretarla dà molta soddisfazione. Amneris si trova in una posizione di assoluto potere nei confronti di Aida. Fino a quando non scopre l’amore di Aida per Radames, le due donne erano buone amiche…. Aida dopo ciò automaticamente si tramuta in una rivale scomoda che va allontanata. Ma ahimè anche se Amneris è una donna di potere questo non le porterà la tanto attesa felicità. Questa  situazione drammatica conferisce un tratto tragico a questo personaggio, rendendolo davvero molto interessante e intenso.
In questi giorni è a Verona proprio per interpretare Amneris, qual è l’emozione di cantare all’Arena?

L’emozione ogni volta è immensa. Sentire l’applauso di 15.000 persone commuove profondamente. È un impatto fisico unico, un’atmosfera incomparabile. Poi credo che Aida sia l’opera areniana per antonomasia, perfetta per questo spazio. Per tanti anni ho temuto un po’  di cantare in questo magico luogo, avevo timore delle dimensioni areniane…. Quando pero’ l’anno scorso per la mia prima volta nel fatidico “Centenario” ho debuttato qui, ho cambiato idea, sono stata letteralmente rapita…ero incantata…e l’incantesimo continua…
Qual è il segreto per poter proiettare la voce in uno spazio così grande e quali problematiche vocali si riscontrano all’aperto?

Non è per niente facile. C’è molta tendenza nel dare troppa voce, forse più del dovuto, pensando che non sia abbastanza …. C’è il pericolo di sforzare il proprio strumento, in questo enorme e spettacolare spazio tutto si amplifica. Credo che il segreto sia quello di non dare più di quel che si deve.


Quali ruoli vorrebbe affrontare in futuro?

Mi piacerebbe aggiungere qualche altro nuovo ruolo wagneriano come Ortrud, Venus, forse qualche altra Brünnhilde.

Mi piacerebbe interpretare Dalila, musica di rara bellezza….. e più in là Klytemnaestra di Strauss. Anche Janacek sarebbe interessante da affrontare…Si vedrà…
Alcuni artisti del passato e del presente sono superstizioni, lei ha dei riti scaramantici prima delle recite?

No non ho nessun rito scaramantico sia nella vita che nel lavoro.

Cosa non deve mancare mai nel suo camerino?

Una bottiglia d’acqua.

Oggi l’opera sta subendo un’evoluzione anche dal punto di vista visivo, com’è il suo rapporto con i registi? Si trova bene a lavorare in spettacoli non tradizionali come questo dell’Arena firmato dalla Fura dels Baus? E come cambia rispetto a questo il suo approccio musicale?

Il mio approccio musicale rimane sempre uguale. Ho molto rispetto per il compositore e cerco di applicare nel modo più esatto le indicazioni che sono nello spartito. Nei confronti della regia sono abbastanza aperta. Non sarei d’accordo se la storia e l’idea originale fosse stravolta. Il concetto registico deve essere ben elaborato in modo che la storia possa essere raccontata esattamente, riuscendo a capire così le dinamiche della vicenda dell’opera. Una storia non deve per forza essere raccontata sempre allo stesso modo. Trovo che lo spettacolo della Fura del Baus per Aida sia molto interessante e innovativo. Mi diverte moltissimo!


Il nostro è un blog che vuole tentare di avvicinare i giovani al teatro d’opera qual è il consiglio che si sente di dare alle giovani generazioni che si avvicinano alla lirica?

Studiare, Studiare, Studiare! La formazione a 360 gradi per un giovane (e non solo) è importantissima. Diventa sempre più difficile sostenere i teatri d’opera…manca l’interesse del grande publico spesso distratto scientemente da altro e trascura la cultura, perché l’Opera e’ Cultura…. Se c’e’ questa forte passione per il canto, si deve andare avanti studiando moltissimo, perfezionandosi con umiltà e determinazione,facendo molta attenzione alle scelte.

Questa difficoltà, di sostenere la cultura si riscontra anche in Italia, qual è il suo pensiero rispetto alla situazione dei teatri italiani e come si potrebbe migliorarla?

Mi è da sempre piaciuto lavorare in Italia….ma come ben tutti sappiamo, a causa della crisi mondiale, la situazione anche in questo settore non e’ rosea. Credo non esista una ricetta miracolosa, per risolvere tutto questo basterebbe ci fosse maggiore competenza.
Ci dica un po’ dei suoi prossimi impegni in Italia e a ll’estero.

“Cavalleria Rusticana” a Pechino, “Aida” a New York e Vienna,  Isolde a Napoli, “Parsifal” a Vienna e Baden-Baden,  “La Mort de Cleopatre” a Firenze, Requiem di Verdi a Ginevra, vari concerti in Europa e Asia etc…..
Un saluto e un augurio a tutti i lettori di IeriOggiDomaniOpera..

Un grande saluto a tutti gli appassionati dell’opera ed ai lettori di IeriOggiDomaniOpera. Grazie a voi quest’arte meravigliosa va avanti. La musica fa bene all corpo e l’anima !

Grazie alla Grande Violeta Urmana!!! IN BOCCA AL LUPO!

ascolti:
Violeta Urmana in La Gioconda
Violeta Urmana in Amneris (Aida)
Violeta Urmana in Aida

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

5/07/2014

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