INTERVISTA A MARIA GULEGHINA

Abbiamo incontrato per voi Maria Guleghina, impegnata all’Arena di Verona nel Gala “L’Opera è….la grande bellezza” insieme a Josè Cura e Carlo Guelfi. Le rivolgiamo alcune domande sulla sua carriera straordinaria che l’ha portata a lavorare con i più grandi artisti della nostra epoca come Caudio Abbado, Riccardo Muti, Luciano Pavarotti e Placido Domingo. Canta nei teatri più importanti del mondo come il Teatro alla Scala di Milano (dove ha cantato 14 nuove produzioni) e il Metropolitan Opera House di New York dove si è esibita in oltre 130 recite.

E’ d’obbligo chiederti di raccontare come ti sei avvicinata all’opera e come hai deciso che la cantante lirica sarebbe stato il tuo mestiere?

Abbiamo incontrato per voi Maria Guleghina, impegnata all’Arena di Verona nel Gala “L’Opera è….la grande bellezza” insieme a Josè Cura e Carlo Guelfi. Le rivolgiamo alcune domande sulla sua carriera straordinaria che l’ha portata a lavorare con i più grandi artisti della nostra epoca come Caudio Abbado, Riccardo Muti, Luciano Pavarotti e Placido Domingo. Canta nei teatri più importanti del mondo come il Teatro alla Scala di Milano (dove ha cantato 14 nuove produzioni) e il Metropolitan Opera House di New York dove si è esibita in oltre 130 recite.

E’ d’obbligo chiederti di raccontare come ti sei avvicinata al canto lirico?

Da quando era piccola, sapevo che avrei fatto qualche cosa che avesse a che fare con la musica. Sapevo che la musica, la danza, il canto avrebbero fatto parte della mia vita. All’epoca facevo lezioni di pianoforte, cantavo in un coro e facevo ginnastica. I miei genitori mi portavano sempre al teatro dell’opera di Odessa (la mia città natale). Mia madre sognava che io avrei cantato al grande Teatro alla Scala… Mio padre mi diceva che dovevo cantare come la grande Irina Arkhipova. Quando avevo 15 anni mia mamma mi ha portato al conservatorio per fare un’audizione. Non mi hanno preso subito, poiché ero troppo giovane, ma l’anno successivo sono riuscita ad entrare, e dopo questo – con tanto tanto lavoro e con tanta gioia- mi sono sempre avvicinata un po’ di più al mio sogno e al mio destino.

Ora una domanda molto difficile ma molto interessante….come descriveresti la tua vocalità?

(ride)…. forse con le parole del grandissimo Maestro Riccardo Muti: “Maria, tu sei una Ferrari”. Quando ero giovane avevo una voce più grave, anche nel coro, mi dicevano che ero come un elefante… cantavo da contralto. In conservatorio studiavo come mezzo-soprano. Successivamente ho incontrato il mio vero Maestro, Evgeni Nikolaevich Ivanov, chi mi ha detto che io non dovevo cantare “solo” Carmen, Ulrica, Eboli, Azucena. Quindi con tanto tanto lavoro sono arrivata ad affrontare i ruoli sopranili.

Recentemente hai debuttato il ruolo della Principessa Eboli nel Don Carlo di Verdi…Quali sono i ruoli che debutterai o che vorresti debuttare nel futuro?

Si, Eboli è stato sempre un sogno! Soltanto adesso, con 30 anni di Carriera posso fare queste cose! Mi piace tanto mischiare un po’, oggi Aida….domani Eboli. E’ piu interessante così secondo me, cosi mi tengo in forma.

Ci sono ancora dei ruoli che voglio fare in futuro… come Fanciulla del West e La Pulzella d’Orlèans e altri ruoli…

Un ruolo impossibile….un ruolo che ami follemente ma che sai non affronterai mai?

Niente é impossibile!Però c’è un’opera che sono sicurissima che non canterò mai: Suor Angelica di Puccini, specialmente per l’aria “Senza mamma”, mi vengono le lacrime subito quando la sento. Non potro mai dire le parole: “O bimbo tu sei…”, proprio non ci riesco…

I personaggi che hai affrontato di più sono probabilmente Abigaille e recentemente Turandot…..come vedi questi personaggi forti e da animale da palcoscenico? Che cosa ti piace di questi personaggi?

Abigaille e Turandot sono personaggi completamente diversi. Abigaille, non é cattiva, lei è una povera ragazza, che vuole essere amata e non sa come ottenere questo amore. Non ha niente, e tutto quello che crede di avere lo perde subito come quando scopre di non essere la vera figlia di Nabucco e ancora prima quando scopre che l’uomo che ama è innamorato di Fenena, la presunta sorella. In quel momento scatta in lei la brama di potere e di salire al trono, per poter ottenere in questo modo rispetto da parte di coloro che l’hanno maltrattata. Non penso che se lei fosse veramente perfida avrebbe abbastanza coraggio di pentirsi e di chiedere perdono. Turandot è invece un personaggio molto interessante e molto difficile… E’ una fanciulla che vive in un mondo completamente fuori dalla realta. lei non vuole sposarsi per non soffrire la stessa sorte della sua ava, la Principessa Lou-ling. I principi giungono da Turandot ben sapendo che cosa gli aspetta e attratti dal suo fascino astratto. Vive in questo mondo, in una favola, dove tutto è come un spettacolo, anche la morte. Soltanto quando Calaf arriva lei comincia a vivere, e dopo il bacio lei diventa umana. Devo dire che amo moto l’allestimento di quest’opera del Gran Teatro del Liceu di Barcellona firmato da Núria Espert, dove Turandot si uccide mentre pronuncia “Il suo nome é…amor”. Questo, mi pare è il vero modo di finire questa opera, non con un “happy end” ma come un dramma, per far capire che lei non é cattiva ma che non potrà mai più vivere felice con tutto il sangue che è stato versato per lei…Amo tutti i miei personaggi e cerco di difenderli sempre…(ride)

Nella tua lunga carriera l’Arena di Verona ha avuto un ruolo molto importante…nel grande anfiteatro veronese hai cantato Amelia di “Un ballo in maschera”, Lady Macbeth, Aida, Abigaille e nel 2010 Turandot nella nuova produzione di Franco Zeffirelli. Quali sono le emozioni di cantare in questo luogo magico e quali sono invece le difficoltà?

L’Arena è veramente magica! La prima volta che sono venuta in arena ero arrivata dal Giappone soltanto per sentire la generale che cantava la seconda compagnia e io dovevo cantare la prima… non sentivo niente! ho subito avuto paura e ho detto:”io me ne vado!!!”. Invece sono rimasta e alla prima sono uscita sulla scena con la spada (cantavo Abigaille) e mi sentivo proprio un gladiatore! Un’emozione tremenda! Sono contentissima che proprio quell’anno ho ricevuto il premio Zenatello per il mio grande debutto al’Arena… Veramente, ogni volta che torno qui in Arena é magico, ci sono tantissimi ricordi belli che mi legano a questo posto…

Il nostro blog è dedicato anche ai giovani….quale consiglio ti sentiresti di dare ai giovani appassionati e a coloro che si avvicinano allo studio del canto lirico?

Lavorare! Lavorare! Lavorare! e anche quando non ne potete più e siete stanchi morti lavorate ancora un po’!! Però devo dire che è molto importante trovare dei bravi insegnanti. Questo è fondamentale!

Dove potremo venire ad ascoltarti nei prossimi mesi?

Dopo questo Gala all’Arena di Verona andrò in Giappone per alcune recite di Aida, dopo a Mosca per un grande concerto al Teatro Bolshoi, sempre al Bolshoi sarò Eboli in Don Carlo e  altri concerti. Inoltre farò un concerto in un posto bellissimo e molto importante, la grande sala da concerto del Conservatorio di Mosca e poi a Praga! Per essere sempre aggiornati sui miei impegni meglio guardare sul mio website http://www.mariaguleghina.com. Voglio dire inoltre che non vedo l’ora di tornare a Vienna, nel Maggio del 2015 per le recite di Nabucco con il grandissimo, “fantasticissimo” Placido Domingo. Un collega, musicista e una persona che rispetto e che adoro tantissimo.

GRAZIE A MARIA GULEGHINA PER LA DISPONIBILITA’ E IN BOCCA AL LUPO!!!!

Intervista realizzata da Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

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