INTERVISTA A LANA KOS

Radiosa e rillassata…così Lana Kos ci aspetta in Piazza Brà, a due passi dall’Arena dove dal 28 Agosto sta dando voce a Juliette, l’innamorata shakespeariana che è diventa leggenda grazie alle numerose riletture pittoriche e musicali come quella del francese Charles Gounod. Con il giovane soprano croato, di Varazdin, facciamo il punto sulla sua carriera e sul suo futuro: ci racconta dei suoi inizi e dei suoi progetti.

Come ti sei avvicinata al mondo della lirica?

Fin da piccola ho avuto la passione per il teatro di prosa e volevo diventare una attrice….mi divertivo ad esempio a parlare con la voce impostata. Quando è venuto il momento di decidere la scuola in cui studiare io non sapevo cosa volevo fare quando lessi l’annuncio sul giornale di una scuola di canto della mia città (Varazdin) che  selezionava nuovi allievi. Avevo pensato che la musica mi sarebbe potuta servire anche facendo l’attrice di prosa cosi ho deciso di fare l’audizione. All’audizione arrivai con i roller perché avevo nascosto a mia madre che avevo l’audizione perché lei riteneva fossi troppo giovane per iniziare a studiare in una scuola di musica anche perché non sapevo leggere una nota.  C’erano moltissimi giovani ma ne veniva scelto uno solo…..quando è stato il mio turno ho cantato e la commissione è rimasta allibita poiché fin da bambina avevo un’estensione naturale di tre ottave (dal fa grave al fa sovracuto). La maestra ha deciso di prendermi subito e ha notato che io ero un cavallo di razza da domare. Ho vissuto una adolescenza molto normale ma la maestra a un certo mi ha aperto gli occhi dicendomi che dovevo preservare il mio strumento vocale poiché ne nascono molto pochi con le mie caratteristiche. Da quel giorno io mi sono messa a studiare tutto il repertorio…..la maestra mi ha subito fatto cantare un repertorio impegnativo perché credeva moltissimo nelle mie capacità che seppur ancora bisognose di studio erano già pronte per quei ruoli.  Non ho mai studiato per esempio le arie antiche che di solito sono i classici brani per i giovani che iniziano a studiare.

Raccontaci un po’ dei tuoi inizi….

La mia maestra di canto solo dopo due anni di studio mi ha portata a fare l’audizione al Teatro Nazionale di Zagabria dove un vecchio e bravo direttore d’orchestra di nome Krancevic mi ha ascoltata. Dopo avermi sentita mi ha detto che avrei debuttato la regina della notte de “Il Flauto magico” due mesi dopo…a soli 17 anni. Io avevo cantato a lui l’aria de “La rondine” pucciniana e qualche csardas. Lui però non voleva che io cantassi quel repertorio e cosi ha tirato fuori dai miei spartiti la seconda aria della regina della notte che io avevo appena cominciato a studiare. Per l’opera avevo tutto…..poichè come ho già detto amavo recitare. La mia maestra è quindi stata una persona veramente importante perché ha sempre creduto in me e mi ha spronata per lavorare sempre più su questo dono che ho ricevuto da Dio. La seconda occasione più importante della mia carriera è stata quando il maestro Mstislav Rostropovic mi ha scelto per cantare Natasha Rostova in Guerra e Pace di Prokofiev al Teatro Bolshoi di Mosca….avevo solamente 18 anni.

La tua voce come fin da subito era dotata di caratteristiche molto particolari….come la descriveresti?

Ho una voce come ho già detto di tre ottave, che raggiunge ancora oggi il fa sovracuto….lo faccio tutti i giorni quando eseguo i vocalizzi. Però pur avendo esordito come Regina della notte e quindi con i ruoli di coloratura ho capito (insieme alla mia maestra) che questo repertorio non sarebbe stato la mia strada perché io ho la possibilità con la mia voce di cantare Desdemona di “Otello”, Mimì in Boheme  oppure Amelia del “Simon Boccanegra” che sarà probabilmente un ruolo che affronterò nei prossimi anni. Ho una voce che ha delle risonanze scure ma che sale con sicurezza ai sovracuti.

Come ti senti nei panni di Juliette e in che cosa ti rispecchia?

Juliette è un ruolo che amo moltissimo poiché rappresenta sicuramente l’amore più  romantico della storia del mondo e poi cantarla a Verona….cosa può esserci di più bello! Poi ho al mio fianco un Romèo veramente da sogno come Vittorio Grigolo che è immedesimato al massimo nel carattere del personaggio e che sprigiona tantissima energia ed è assolutamente generoso con il pubblico. Il ruolo sembrerebbe quello di una bambina ma nel IV atto arriva la seconda aria di Juliette, quella del veleno. Gounod inizialmente non aveva scritto questa pagina che apparve in una ulteriore versione su richiesta di una primadonna del tempo che voleva un altro intervento solistico. Questa aria che molto spesso viene tagliata perché impone una grande drammaticità che non è in possesso dei soprani leggeri che molto spesso oggi frequentano la parte. Qui a Verona il maestro Jean-Luc Tingaud ha saputo creare la giusta atmosfera per il momento drammatico,  grazie alla sua perfetta conoscenza dello stile francese. Juliette quindi rappresenta un ruolo che ha una sua evoluzione sia vocale che psicologica come Violetta.  Anche fisicamente è un ruolo che amo molto perché posso creare questo sviluppo…..ho il viso da bambina ma ho una voce corposa che può affrontare bene i momenti in cui la tragedia incombe.

I ruoli che maggiormente ami e i ruoli che vorresti interpretare nel futuro…

Sicuramente il ruolo che mi da maggiore soddisfazione e che è il mio cavallo di battaglia è Violetta della Traviata che ho cantato già molte volte. Mi piace molto Lucia di Lammermoor che ho già cantato con soddisfazione e poi ultimamente ho affrontato Desdemona….un carattere verdiano completamente diverso da Violetta….subito non avevo trovato interessante il personaggio….poi ho imparato a conoscerla e ora la amo.  L’ho già cantato a Palermo con il maestro Renato Palumbo e a Pechino con il maestro Morandi. Di ogni ruolo che canto mi innamoro…..nel 2012 ad Atene ad esempio ho fatto una scelta diversa dal mio solito repertorio…che però mi ha fatto benissimo alla voce….ho cantato Manon Lescaut di Puccini. Tutti intorno a me erano spaventati che io non riuscissi a superare questa sfida invece ho dimostrato di poterla cantare con la mia voce…non sono sicuramente un soprano drammatico come Eva Marton o Maria Guleghina….ma ho dimostrato di poter disegnare questo personaggio che come Violetta è una ragazza perduta…giovane! Non bisogna mai forzare la propria voce….creare i pianissimi e i fortissimi nella propria voce. Una volta forse i cantanti avevano più possibilità di scegliere i ruoli adatti per la propria evoluzione vocale…..si partiva cantando Mozart e il belcanto fino ad arrivare a poter cantare Verdi, il verismo e Wagner…..forse era anche una questione di tecnica che permetteva di fare questo. Oggi ci sono anche molte meteore e fenomeni musicali che nascono solo dal business. Bisogna trovare delle persone che ti aiutino nelle tue scelte e che conoscano perfettamente la tua voce…..la carriera si fa anche con i no….e molte volte ho detto no…quando per esempio mi è stata proposta Tosca…..

Un ruolo che sogni ma che ritieni impossibile per la tua voce….

Ruoli impossibili sono per me Turandot, Norma, Abigaille….quelli che magari ascolto sotto la doccia e canto appassionatamente con Ghena Dimitrova (accenna ridendo la cabaletta dal II atto di Nabucco)…….quando hai sentito la Caballè fare Norma…non credo si possa fare di meglio e neanche avvicinarsi un po’ a lei.

Raccontaci un po’ dei tuoi prossimi impegni…

Allora l’anno prossimo è pieno e praticamente anche il 2016….farò tante belle cose….debutterò nuovi ruoli come Amelia (Simone Boccanegra), Donna Anna e Rosina….dei ruoli  questi ultimi due in cui finalmente non muoio (ride)….e sull’onda del buffo farò “La Gazzetta” di Rossini a Pesaro e Musetta in Boheme al Teatro Massimo di Palermo…debutto questo ruolo dopo aver cantato molte volte Mimì….è un ruolo che mi piace molto brillante… “champagne”. Debutterò al Theatre Royal di Stoccolma con la mia Violetta.

Grazie a Lana Kos per la disponibilità e In bocca al lupo! 

Intervista realizzata il 1 Settembre 2014. 

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

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