Intervista a Josè Miguel Pèrez-Sierra

Abbiamo avuto il piacere di intervistare uno degli astri in ascesa della direzione d’orchestra: lo spagnolo Josè Miguel Pèrez-Sierra. Nato come pianista Pèrez-Sierra si è avvicinato molto giovane alla direzione d’orchestra ed ha studiato con maestri come Gabriele Ferro e Alberto Zedda. Reduce dal successo de “La Bohème” al Teatro dell’Opera di Reims in Francia il maestro torna al Teatro Verdi di Trieste, dove ha debuttato lo scorso anno con “L’occasione fa il ladro” di Rossini, per dirigere l’ultima opera di Verdi “Falstaff”.

 

Come si è avvicinato alla direzione d’orchestra? 

Vengo dal mondo del pianoforte solista. Il pianoforte è uno strumento straordinario e ricco di possibilità e repertorio, ma la carriera di solista implica una enorme solitudine, come dice già la parola. Il mio approccio alla direzione è avvenuto in maniera naturale: a livello umano sentivo il profondo bisogno di condividere la musica con altre persone, di fare musica “insieme”. Prima ho iniziato a fare musica da camera, e mi rendevo conto del fatto che più numeroso era il gruppo e più mi divertivo nelle prove e nei concerti. Arrivati a questo punto mi sono domandato: “Visto che l’orchestra è un gruppo ancora più grande, con cui forse riesco a condividere più cose e a godere ancora di più della musica… perchè non provarci?”… Ed eccoci qui!

Quali sono i direttori d’orchestra che ha scelto come modelli?

Ho avuto l’immensa fortuna di avere dei grandissimi Maestri, e quindi considero loro i miei modelli prediletti. Il primo, Gabriele Ferro, che ho seguito come assistente per quattro anni. Da lui ho imparato tutto, mi ha dato le fondamenta tecniche, musicali e culturali per essere direttore. Poi ho studiato all’Accademia Chigiana di Siena con Gianluigi Gelmetti, con il quale ho avuto l’occasione di lavorare molto sul repertorio sinfonico, e che ha fatto un grande lavoro su di me anche a livello di disciplina e determinazione: la professione del direttore d’orchestra è forse la più bella al mondo ma anche una delle più dure, e una persona deve essere disposto a lavorare instancabilmente tutta la vita se vuole raggiungere la meta. Il mio incontro con Alberto Zedda è stato anch’esso fondamentale. Lui mi ha insegnato tanto a livello di cultura musicologica, da lui ho imparato a guardare le partiture ed i manoscritti originali in maniera diversa. E sopratutto, mi ha trasmesso il suo enorme amore per Gioachino Rossini, autore che ho diretto e dirigo molto. Infine, ho avuto il privilegio di conoscere Lorin Maazel nei suoi ultimi anni, e anche se non sono stato proprio suo allievo, per me è stato un modello e uno specchio definitivo dove riflettermi. Penso sia stato uno dei direttori più completi e “magici” della storia. L’ho incontrato la prima volta a Valencia nel 2009, e da allora ho cercato di avere il più tempo possibile tra i miei impegni per seguirlo. Ogni sua prova ed ogni suo concerto o recita d’opera, mi offrivano nuove scoperte tecniche ed artistiche. La sua morte circa un anno fa è stato un durissimo colpo… avrei voluto continuare ad imparare da lui sempre… ma mi considero molto fortunato per tutto quello che mi ha lasciato.

La sua carriera è legata prevalentemente al teatro musicale…da dove è nata questa sua predilezione?

In realtà faccio con lo stesso piacere il repertorio sinfonico; invece è vero che considero fondamentale per un direttore giovane la formazione dentro ad un teatro d’opera: impari a gestire tante cose, tanto a livello umano quanto musicale. Negli anni che ho assistito a Gabriele Ferro l’ho seguito in
tante produzioni al San Carlo di Napoli e al Massimo di Palermo, e penso sia stata una scuola preziosa. Nonostante questo penso che un direttore completo debba sapere fare tutto, così hanno fatto tutti i grandi della storia: Fürtwaengler, Toscanini, Karajan, Bernstein, Solti, Abbado, lo stesso Maazel… sono stati grandi nell’opera come nel repertorio sinfonico.

Ora affronterà a Trieste l’ultimo titolo della produzione verdiana, Falstaff..quali sono le difficoltà?

Falstaff è l’opera di più estrema maturità e chiarezza del genio verdiano. È teatro puro, la musica vola con estrema naturalità sulle parole di Boito/Shakespeare, come se fosse sempre stata lì, e Verdi l’avesse solamente recuperata dal paradiso delle creazioni assolute… infatti la compone in un linguaggio genuino e intimamente, molto personale, di grandissima personalità; nonostante, nella partitura di Falstaff possiamo trovare grandi influenze wagneriane e persino rossiniane. Direi addirittura che Falstaff raduna a livello tecnico le difficoltà di tutti e tre gli autori.

Ma quello che la rende veramente difficile è sicuramente il contenuto metafisico e psicologico, soprattutto nell’eccezionale personaggio di Sir John Falstaff. Non si finisce mai di approfondire nelle sue parole il suo pensiero e la sua esperienza di vita… A mio giudizio, Falstaff può essere un personaggio divertente per il pubblico, ma anche di grande fascino: rimane sempre un Sir, un nobile; mai il buffone che tante volte si è preteso mettere in scena. Non a caso è l’unico personaggio Shakespeariano che appare in tre opere teatrali diverse.

Quale sarà il repertorio che vorrà affrontare in futuro?

Tutto: non mi pongo nessun limite.

Prossimi impegni.

A Luglio sarò al Festival Rossini in Wildbad per dirigere “L’Italiana in Algeri”; Lì stesso registreremo per Naxos un CD con Marianna Pizzolato. Poi sarò a Santiago de Chile per fare “Il Turco in Italia”, opera che dirigerò anche qualche mese dopo a l’Opera Metropole di Metz, dove sono direttore principale ospite. Poi farò un concerto con Mariella Devia a La Coruña e “La Sonnambula” a Bilbao, dove subito dopo dirigerò due concerti con l’Orchestra Sinfonica di Euskadi con i poemi sinfonici di Richard Strauss e un’ouverture di Wagner. Poi debutterò “L’Olandese Volante” a La Coruña e registrerò per la Decca i concerti meno conosciuti di Mendelssohn per pianoforte e violino, ed infine dirigerò “La Bohème” al Festival Puccini di Torre del Lago.

In bocca al lupo!

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

16/06/2015 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...