Concerto VeronaLirica (11 aprile 2014)

Ultimo appuntamento per la stagione concertistica dell’associazione musicale VeronaLirica. In un Teatro Filarmonico gremito si è riunito un terzetto di artisti di ottimo livello e di notevole interesse e la partecipazione della neonata compagine musicale “I fiati di Verona”.
Il pomeriggio è stato presentato con la consueta ironia e dialettica da Davide Da Como.

Al pianoforte Pietro Salvaggio, subentrato all’infortunata Patrizia Quarta. Salvaggio ha assicurato una tenuta solida e attenta alle esigenze dei cantanti.

“I fiati di Verona” diretti da Massimo Longhi hanno eseguito le sinfonie da “La forza del destino” e del “Nabucco” di Verdi e da “Il Signor Bruschino” di Rossini. Grande bravura, classe e divertimento nel fare musica insieme.

Il primo a presentarsi del terzetto vocale è il basso Antonio di Matteo. Una voce certamente suscettibile di miglioramento ma già ben impostata. Bene in “Vi ravviso, o luoghi ameni” dalla Sonnambula belliniana ma ancora meglio in “O Isis und Osiris” da Die Zauberflote di Mozart, mentre ne “Il lacerato spirto” si è notata una certa mancanza di maturità interpretativa che sicuramente il cantante conquisterà presto.

Piero Pretti è cantante già di notevole esperienza. Voce timbricamente non bellissima ma dall’ottima tecnica. Tuttavia è sembrato più a suo agio nelle pagine da “Lucia di Lammermoor” e da “La Traviata” che non “Quando le sere al placido” da “Luisa Miller” e “Ah! sì, ben mio, coll’essere…” da “Il Trovatore”. Gli giova la vocalità di Edgardo, di cui coglie l’impeto da tipico eroe romantico, e quella di Alfredo, densa di ardore amoroso.

Francesca Dotto è cantante già apprezzata a Verona per la sua recente interpretazione di Violetta ne “La Traviata”. Il soprano trevigiano decide di puntare tutto sul sentimentalismo pucciniano e coglie nel segno in un delicato e vaporoso “Sì, mi chiamano Mimì” e soprattutto in un intenso “Chi il bel sogno di Doretta”. Convince meno nell’aria di Liù da “Turandot”, “Tu che di gel sei cinta”, che richiederebbe vocalità più piena e rotonda.

Alla fine calorosissimo successo per tutti gli artisti.

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

16/03/2015

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