CONCERTO VERONALIRICA (1 Marzo 2015) con Amarilli Nizza e Ildiko Komlosi

Il 1 Marzo 2015 è andato in scena l’ormai tradizionale appuntamento mensile con l’associazione musicale “VeronaLirica”. Ancora una volta un appuntamento di grande interesse e di notevole livello artistico.
Il pomeriggio è stato presentato come di consueto dall’abile Davide Da Como che con la sua spigliata e vivace presentazione delizia gli spettatori con aneddoti e curiosità sui brani del concerto.
Patrizia Quarta è ancora una volta da lodare per la sua capacità di creare un pianismo orchestrale di rara efficacia senza mai distrarsi dalle esigenze del canto.

Cominciamo dalle signore protagoniste.
Ildiko Komlosi è un mezzosoprano di enorme esperienza con ormai alle spalle quasi trent’anni di carriera e prossima Santuzza nella “Cavalleria Rusticana” a Verona. La sua performance è di spessore, si disimpegna in “Acerba voluttà”, l’aria della principessa di Bouillon in “Adriana Lecouvreur” e nel duetto del II atto tra Amneris e Aida, ma è con “Mon coeur s’ouvre à ta voix” che la cantante ungherese ammalia. Questo grazie alla delicatezza e alla sensualità leggera eppure carnosa della sua interpretazione.

Amarilli Nizza non gode sicuramente di un timbro baciato dagli dei e di una tecnica del tutto ortodossa. L’arma che le consente di convincere il pubblico è l’affascinante capacità espressiva e l’ammirevole personalità interpretativa. Il soprano non delude ne “La mamma morta” e nel duetto con il Conte di Luna dal IV atto de “Il Trovatore”, ma trova il suo terreno più fertile nel duetto con Mario dal I atto di “Tosca” e nell’aria “Addio, mio dolce amor…”, l’aria di Fidelia dal III atto di “Edgar” di Giacomo Puccini. Qui può mettere in evidenza un canto generoso e appassionato.

Elia Fabbian è ormai in carriera da alcuni anni e negli ultimi anni si è avvicinato ad un repertorio più pesante, in particolare al Verdi della maturità e al verismo. La voce è di bel colore e di buona tecnica, tuttavia per i ruoli interpretati ci vorrebbe forse una voce timbricamente più scura. Tuttavia il baritono veneto si è destreggiato bene nel Credo da “Otello” e in “Nemico della patria” da “Andrea Chènier”. Sicuramente c’è un margine di miglioramento soprattutto dal lato interpretativo.

Dario Di Vietri è ormai un vero “salvator della patria”. Ricordiamo il suo debutto in Calaf all’Arena di Verona quando nel III atto il tenore titolare dovette abbandonare la recita per un’indisposizione. Poi l’inaugurazione proprio della stagione di VeronaLirica in sostituzione di un altro collega, poi il suo debutto improvviso come Samson nell’opera di Saint-Saens all’Opera di Oviedo sempre in sostituzione di un altro tenore. Infine il 1 Marzo è giunto a questo appuntamento in sostituzione del previsto Yusif Eyvazov. Il tenore ha mostrato un ulteriore miglioramento rispetto alle precedenti prove e soprattutto un più attento uso dei colori vocali. Il cantante emerge soprattutto in “Mamma, quel vino è generoso” da “Cavalleria Rusticana”, opera che lo vedrà protagonista nelle prossime settimane al Teatro Filarmonico e di cui da una lettura appassionata e di grande intensità.

Grande e caloroso successo per tutti.

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

5/03/2015

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