ARENA DI VERONA: DON GIOVANNI

Il 17 luglio 2015 è andata in scena in una caldissima serata la terza rappresentazione di “Don Giovanni” all’Arena di Verona. La produzione era quella di Franco Zeffirelli andata in scena per la prima volta nel 2012. Già in quell’occasione vi erano molte perplessità sia per la messinscena che per la volontà di portare questo titolo in uno spazio come l’Arena. Zeffirelli voleva rendere un’opera intima come questa un grande spettacolo. Sicuramente è suggestiva la cornice scenografica imponente e maestosa ma il contenuto è piuttosto dispersivo, in particolare le scene di massa. La recitazione è affidata alle capacità dei cantanti che vengono sommersi nella confusione della gente in palcoscenico. D’altra parte però in Arena non è possibile fare una regia degli sguardi ma si deve colpire lo spettatore con la grandiosità. Ottima in questo senso la scena finale, ambientata nel cimitero di Vienna, tra tombe monumentali, da cui emergono gli spiriti infernali immersi nelle fiamme, che trascinano agli inferi anche il burlador di Siviglia.

Musicalmente abbiamo assistito ad una esecuzione magnifica. Magnifica è la direzione di Stefano Montanari che avevamo già apprezzato moltissimo nel recente Barbiere di Siviglia veronese. Ciò che crea con la sua bacchetta il maestro Montanari è puro teatro, tempi serrati, accompagnamenti magici. Accompagna anche al fortepiano (elettrico) con una modernità sconvolgente, tanto da far risaltare tutta la modernità (quasi pop) della musica di Mozart.

Ingsum Sim dopo averci convinto come Raimondo in Lucia al Filarmonico, ci colpiva con una bellissima interpretazione de Il commendatore, con voce bellissima e nobile.

11141300_895826870484107_5918595354575012934_nZerlina e Masetto erano i bravi Natalia Roman e Christian Senn. In particolare lei era frizzante sia nel canto che nella recitazione.

Leonardo Cortellazzi è stato un superbo Don Ottavio. La sua voce è la dimostrazione che per cantare in Arena non è necessaria una voce di volume impressionante ma una tecnica giusta e senza spinta. La voce delicata di questo tenore passava infatti perfettamente l’orchestra e arrivava a tutto il pubblico anche nei più impalpabili pianissimi. Eccellente l’esecuzione di entrambe le arie.

Daniela Schillaci al suo debutto areniano era una eccellente Donna Elvira. Voce squillante, tecnica di rara perfezione. Ci ha stupiti per la coloratura perfetta, nitidissima, per il volume notevolissimo. Colpisce fin dalla sua entrata e cattura lo spettatore sia all’udito che la vista, grazie ad un phisique du role perfetto ed un temperamento impagabile. Ogni sfumatura e studiata, ogni accento è miniato e scolpito sulla parola e sul sentimento del personaggio. Una prova assolutamente da ricordare.

Come sono da tenere bene a mente le prove dei restanti tre componenti del cast. Irina Lungu è una Donna Anna nobilissima, altera, drammatica e temperamentosa. Il soprano sta vimain.010715_DonGio_FotoEnnevi_013_20150701vendo una fase della sua carriera assolutamente felicissima. La voce è cremosa, bellissima, morbida e non teme alcuno scoglio della parte. La prima aria è preceduta da un recitativo perfetto per l’accento drammatico e le volute insidiose dell’aria sono superate con impeto e con note acute fiammeggianti. La seconda aria è un capolavoro per il controllo del fiato e il gioco di pianissimi.

main.010715_DonGio_FotoEnnevi_069_20150701Alex Esposito è un perfetto Leporello: vulcanico, pieno di temperamento e vocalmente sfaccettatissimo. Leporello è per Esposito una creatura irresistibile, frizzante, energico. La voce risponde benissimo. Una vera lezione di canto l’interpretazione dei recitativi che risultano vivi e modernissimi.

Carlos Alvarez è un protagonista assolutamente eccezionale. Non è un volgare playboy ma è un uomo nobile, il cui amore per le creature femminili lo porta ad azioni anche crudeli. Il baritono è perfetto in tutti i momenti e gioca con la voce su ogni parola riportandola al suo senso più profondo. Alla luce della sua notevole esperienza in Arena sa anche catturare teatralmente l’attenzione del pubblico riempiendo con la sua personalità tutto il palcoscenico.

Grande successo per tutti da un’Arena piuttosto vuota (forse per il titolo?)

Francesco Lodola

21/7/2015

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