Arena di Verona 2014: UN BALLO IN MASCHERA

La serata del 20 Giugno si è aperto il 92° festival lirico dell’Arena di Verona che con questa stagione spegne 101 candeline. Il Festival del nuovo secolo si apriva con una nuova produzione del verdiano “Un Ballo in Maschera” affidato per la parte visiva interamente a Pier Luigi Pizzi che con sapiente arte ha creato uno spettacolo di superba bellezza. La critica l’ha accusato di aver creato uno spettacolo costruito solamente su grandi immagini d’assieme. Io credo che Pizzi abbia superato pienamente le difficoltà di creare uno spettacolo in Arena, dove il teatro non si fa solamente con gli sguardi ma anche con la spettacolarità. La scena appare bianchissima ed ha un corpo centrale in cui si svolgono le scene nel salone del palazzo di Riccardo, giovernatore di Boston, le scene nell’antro di Ulrica e l’orrido campo che viene creato con grande stilizzazione e con pochi elementi scenici. Ai lati del palcoscenico vi sono le case di Riccardo e di Renato ed Amelia. In quegli spazi si svolgono le scene più intime e raccolte. Magnifici i costumi (disegnati da Pizzi stesso), creati con tessuti della storica sartoria veneziana Rubelli, che contrastano nei loro colori, talvolta sgargianti e talvolta tenebrosi con il candore della scena. La scena del ballo è il culmine della grandiosità dell’allestimento con tanto di fuochi d’artificio che il pubblico areniano ha premiato con un lungo applauso!

Il cast musicale e vocale era quanto di meglio si potesse mettere insieme sulla scena odierna.
Andrea Battistoni è giustamente molto amato dai suoi concittadini ma la sua direzione ha inoltre un grandissimo valore musicale. Si sente la sua vitalità e la sua energia. Sa accompagnare perfettamente le voci e sa controllare il rapporto tra la buca e il palcoscenico. Già tutto questo non è poco, Battistoni vi aggiunge la sua dote di saper colorare la musica verdiana di colori sempre diversi, e ci tengo a ribadire, senza mai sovrastare il canto.

Ottime le parti di fianco interpretate da William Corrò (Silvano) , Saverio Fiore (Un servo di Amelia) e Antonio Feltracco (Un giudice).
Una menzione a parte meritano gli eccellenti Samuel e Tom di  Seung Pil Choi e Deyan Vatchkov.

Elisabetta Fiorillo era Ulrica. Il mezzosoprano che avevo già sentito qualche anno fa come una straordinaria Quickly in Falstaff al Teatro Filarmonico non si è dimostrata del tutto all’altezza della serata. Sicuramente una serata negativa che può capitare a chiunque. Siamo tutti esseri umani.

Serena Gamberoni era una frizzante Oscar. La parte le sta come un guanto e il delizioso soprano sorprendeva con la sua verve e simpatia. timbro vocale bellissimo e voce che corre libera nell’anfiteatro. La cantante è da lodare anche scenicamente: dopo la sua seconda aria “Saper vorreste..” si è esibita in una piroetta che ha sbalordito il pubblico.

Luca Salsi è stato un’ottimo Renato. Il timbro è adattissimo al repertorio verdiano e il cantante sa cogliere anche l’arte del fraseggio necessaria in questi ruoli. Il volume imponente e la passionalità dell’interprete hanno convinto il pubblico che gli ha tributato un lungo applauso dopo l’aria “Eri tu…” nel III atto.

Veniamo ai due trionfatori: Hui He (Amelia) e Francesco Meli (Riccardo).
Hui He è una cantante le cui esibizioni non cadranno mai nell’oblio del tempo poichè è sicuramente uno dei più grande soprano lirico, lirico-spinto dei nostri giorni. Una voce che può essere esplosiva come lava vulcanica o dolce e morbida. Fin dalla sua entrata nell’antro di Ulrica si sente la zampata della grande artista che nel II atto crea un capolavoro e nell’aria “Morrò, ma prima in grazia” offre al pubblico un gioiello interpretativo di rara meraviglia. IMMENSA!

Francesco Meli da qualche stagione è diventato il Riccardo per antonomasia. Il bravissimo tenore sa piegare il suo timbro argenteo e la sua musicalità adamantina allo sviluppo psicologico del personaggio.
Inizialmente dipinge l’animo capriccioso del governatore di Boston e piano piano sviscera la personalità del ruolo arrivando a dipingere nel III atto un “Ma se m’è forza perderti..” da lucciconi agli occhi. SUPERBO!

Coro, Orchestra e corpo di ballo contribuivano in modo determinante al successo trionfale della serata.
Bravi  i primi ballerini: Alessia Gelmetti e Evghenij Kurtsev.

SERATA MAGICA!!! SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO….

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera!)

23/06/2014

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