Arena di Verona 2014: CARMEN (protagonista Ekaterina Semenchuk)

Il 7 Agosto 2014 è andata in scena l’ottava recita di Carmen all’Arena di Verona nel conosciuto allestimento di Franco Zeffirelli già recensito qui. L’allestimento aveva  lo stesso cast della recita del 1 Agosto eccetto per i due protagonisti che erano Mario Malagnini e Ekaterina Semenchuk e l’Escamillo di Dalibor Jenis.

Henrik Nanasi dirigeva molto bene anche se forse si sarebbe desiderata più grinta in alcuni momenti, tuttavia la sua conduzione è stata attentissima alle esigenze dei cantanti e al rapporto tra buca e palcoscenico.

Le parti di fianco erano ottimamente ricoperte da Gianfranco Montresor (Morales), Victor Garcia Sierra (Zuniga), Saverio Fiore (Remendado), Gabriele Ribis (Dancairo), Alice Marini e Irene Favro (Mercedes e Frasquita).

Dalibor Jenis è un ottimo Escamillo con grande charme vocale e scenico.

Rocio Ignacio era un’eccellente Micaela, dolce quanto basta e con una grande grinta che dava al personaggio una centralità inconsueta.

Mario Malagnini è un veterano di questo palcoscenico avendoci debuttato nel 1985 e si sente la sua grande sicurezza. Il tenore bresciano ha interpretato un grande Don Josè dal timbro molto bello e molto chiaro con cui ha restituito un personaggio più dolce e più sinceramente innamorato del solito. Si trova molto più a suo agio nei primi due atti dove può esprimersi con grande lirismo mentre nel III e nel IV atto dovrebbe tirare fuori di più le unghie. Comunque una prova eccellente.

Ekaterina Semenchuk era una protagonista di grandissimo temperamento. Da lodare innanzitutto l’attrice passionale e che sa costruire benissimo lo sviluppo psicologico del personaggio, dalla leggerezza e superficialità del primo atto alla scena delle carte fino ad un finale vissuto intensamente. Poi si dovrà lodare la voce generosissima di questo mezzosoprano. La Carmen della Semenchuck è delicata nell’Habanera per poi scatenarsi nella Chanson Bohème. Il momento culminante della sua interpretazione sono gli ultimi due atti in cui si mette in luce una voce dalla timbrica scura, ambrata e preziosa, generosa nelle zone grazi come in quelle acute (per alcuni versi ricorda la Obraztsova). Una grande protagonista che se ben guidata ci darà grandi soddisfazioni anche nel repertorio verdiano.

Applausi caldissimi per tutti da un’Arena finalmente piena!!!

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

09/08/2014

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