Arena di Verona 2014: CARMEN (Cast alternativo)

Proprio la sera del 1 Agosto 2014 ricorreva il centenario della prima rappresentazione di Carmen all’Arena di Verona, il 1 Agosto 1914. Sarebbe stato gradito che ciò fosse ricordato prima della rappresentazione poichè Carmen è (con Aida) opera rappresentativa del Festival Areniano e detiene il secondo posto nella classifica delle opere più rappresentate nell’anfiteatro veronese. Carmen è ritornata ieri sera nella veste che Franco Zeffirelli creò nel 1995 e che da allora (seppur con qualche modifica e alleggerimento) conquista successi e consensi. Diciamo subito che l’allestimento non è una pacchianata turistica come più volte si è letto.
Il regista toscano crea un microcosmo vivace, attentissimo nel dettaglio e che coinvolge lo spettatore, colpendolo con scene di enorme splendore visivo, ma non si limita a questo. Tutti i personaggi, che agiscono intorno alla vicenda della sfrontata gitana, hanno una viva presenza teatrale e gli stessi solisti si impegnano lodevolmente a recitare e a danzare.
Una Carmen che è ormai storica e che va assolutamente vista. Inoltre gli alleggerimenti che Zeffirelli ha operato da qualche anno a questa parte, sulla scenografia, rendono lo spettacolo più scorrevole di un tempo.

Anche musicalmente le cose sono andate più che bene.
Henrik Nànàsi sul podio, ha proposto una lettura asciutta dell’opera senza particolari sbavature ma neanche senza particolare energia. Ha dato un sicuro appoggio ai cantanti seguendoli sempre con grande attenzione.

Nei ruoli di contorno segnaliamo Victor Garcia Sierra, sonoro Zuniga, Gianfranco Montresor, eccellente Morales. Dancairo e Remendado erano gli ottimi Gabriele Ribis e Saverio Fiore. Più che buone Irene Favro e Alice Marini, rispettivamente Frasquita e Mercedes.

Raymond Aceto convince molto di più in Escamillo che non nel recente Ramfis nell’Aida della Fura dels Baus. Nel ruolo del torero può sfoggiare una voce ampia e sontuosa e che raggiunge facilmente anche il registro acuto.

Rocio Ignacio tornava in Arena dopo aver affrontato nel 2011 Rosina ne “Il Barbiere di Siviglia” e nel ruolo di Micaela ha mostrato di aver raggiunto una notevole maturità vocale. Lo strumento ha sonorità liriche piene che tuttavia si inaspriscono in acuto. Tuttavia la cantante sa utilizzare questa caratteristica a scopo espressivo, imprimendo accenti drammatici che conferiscono al personaggio una importanza maggiore di quella a cui siamo abituati.

Jorge de Leòn (Don Josè)  riproponeva il ruolo con cui ha fatto il suo debutto qui in Arena nel 2010. Forse per una certa stanchezza vocale o per poche prove, il suo ritratto del giovane militare che si innamora della seducente gitana è risultato non ben definito. Il cantante si è sforzato (riuscendovi) di sfumare la sua aria “La fleur que tu m’avais jetèe”, tuttavia il suo canto è risultato troppo muscolare in alcuni punti. Comunque una prova di grande professionalità che fa valere uno strumento dalla timbrica e dal volume di raro spessore.

La palma della migliore performance spetta comunque ad Anita Rachvelishvili che ha fatto di Carmen il suo cavallo di battaglia e che ha portato la sua interpretazione su tutti i palcoscenici più importanti del mondo, dal suo debutto nel 2009 per l’inaugurazione stagionale del Teatro alla Scala, al Metropolitan Opera di New York e all’Arena, dove l’ha già cantata nel 2010 in occasione del suo debutto areniano e nel 2012. La voce di questo mezzosoprano georgiano stupisce ancora una volta per la rigogliosità, la pastosità e l’uniformità che le permette di raggiungere le note acute e gravi con la stessa pienezza che ha nei centri. Inoltre l’interpretazione è notevolmente cresciuta, ed è divenuta più sfaccettata. Una Carmen seducente, forte, una donna libera che anche nella morte trova la via per la sua libertà. Scenicamente è sicuramente la migliore di tutto il cast con un portamento davvero imponente e un carisma assolutamente magnetico.

Il corpo di ballo diretto da Renato Zanella si è bene comportato anche se mancava l’energia frenetica delle precedenti edizioni soprattutto nell’entr’acte del IV atto dove i colori e il ritmo del flamenco travolgevano il pubblico.

Una serata densa di soddisfazioni e di vivo successo per tutti con punte di autentico entusiasmo per Anita Rachvelishvili.

Francesco Lodola
(IeriOggiDomaniOpera)

02/08/2014
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