Arena di Verona 2014: AIDA (Edizione 1913)

Il 10 Agosto 2014 è tornata Aida all’Arena di Verona nello storico allestimento che inauguro 101 anni fa la prima edizione del festival areniano. E’ straordinario come Gianfranco de Bosio abbia ricostruito con soltanto due fotografie d’epoca la straordinaria magia di quella notte del 1913. Questa Aida è forse oleografica ma descrive con precisione tutte le atmosfere dell’opera verdiana anche le scene più intime che non si perdono nell’immenso spazio dell’arena. Inoltre tutto permette una grande concentrazione sulla musica.

Musicalmente quasi tutto è andato per il meglio.
Sul podio debuttava la giovane bacchetta di Daniele Rustioni che ha fornito una prova eccellente. Non si sentiva alcuna traccia di timidezza e di timore nell’affrontare una prova cosi ardua. La direzione di questo giovane era ricca di freschezza e di energia. Sosteneva adeguatamente in tutti i momenti gli artisti sul palcoscenico e l’orchestra lo seguiva molto bene  fornendo una prova da lodare.

Ottimo il corpo di ballo diretto da Renato Zanella che eseguiva le pregevoli coreografie firmate da Susanna Egri che vedevano emergere la sensuale e fascinosa Myrna Kamara, prima ballerina ospite.

Nei ruoli di contorno si avevano le eccellenti prove di Riccardo Botta (Un Messaggero) e di Anna Malavasi. I due bassi della serata erano Andrea Mastroni (Il Re) e Dmitry Beloselsky (Ramfis). Entrambi mostravano voce corposa e vellutata e una statuaria presenza scenica.

Marco Vratogna è stato un solido Amonasro anche se forse ha calcato troppo la mano sulla drammaticità del ruolo non conferendo abbastanza rilievo alle grandi frasi cantabili, tipiche dei padri verdiani. Una prova più che ottima.

Marco Berti è stato un bravissimo Radames che ha offerto una prova in crescendo, se all’inizio vi erano alcune incertezze dovute ad alcuni problemi fisici contratti nei mesi passati, il tenore è arrivato ad un finale in cui l’interprete era realmente coinvolto e coinvolgente. Le sue carte migliori sono una voce dal bellissimo timbro e soprattutto un volume che è definibile “areniano” per il notevole peso. Una grande sicurezza per questo palcoscenico e un’ottima interpretazione.

Amarilli Nizza ha sostenuto la sua prova fino al III atto. Fin dal I atto si è compreso che la cantante non era nella sua forma migliore e che era visibilmente indisposta a causa di un malessere. La grande professionalità, l’ottima tecnica e l’intelligenza interpretativa hanno aiutato la Signora Nizza ha portare al III la recita. Bisogna tuttavia registrare un piccolo incidente nei famigerati “Cieli azzurri”. Anche le ravvicinate recite del “Trittico” di Puccini a Torre del Lago hanno sicuramente influito sul cattivo esito della serata. Aspettiamo la bravissima cantante, dopo un congruo riposo nelle prossime recite, dove sicuramente darà grandi interpretazioni come tutte gli anni. Nel IV Monica Zanettin è stata un’eccellente interprete del ruolo e ha potuto così fare il suo debutto nell’anfiteatro Speriamo di poter ascoltare presto questa giovane promessa in una recita completa.

La stella più splendente della serata è stata dunque l’interprete di Amneris, Anita Rachvelishvili. Dai tempi di Fiorenza Cossotto non si sentiva una principessa del genere. Voce enorme che cattura fin dalla prima frase. La Rachvelishvili ha catturato tutti con la sua interpretazione fenomenale. Vorrei ricordare due momenti della sua performance. Il primo è nel II atto quando Amneris canta “Vieni! amor mio m’inebria..” e la Rachvelishvili lo attacca in pianissimo come previsto da Verdi e poi espande la sua voce creando un’effetto suggestivo e dimostrando che Amneris non è affatto una virago ma è una donna realmente innamorata ed è la perdente della storia. L’altro momento è la paradigmatica interpretazione della scena del tribunale dove il mezzosoprano sfodera tutta la sua potenza vocale e brucia con acuti al fulmicotone. Inoltre è bellissima in scena e sa muoversi con movenze estremamente femminili e con portamento regale. Una prova incommensurabile.

Alla fine il successo è arriso per tutti con note di trionfo per Anita Rachvelishvili, salutata da un uragano di applausi al suo apparire alla fine.

Francesco Lodola (IeriOggiDomaniOpera)

13/08/2014

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